Attraverso l’abilità esecutiva che lo contraddistingue, Stefano Solimani torna a parlarci di sé e del suo mondo.
La mostra dà origine ad un efficace evento culturale, nato dall’unione di atmosfere diverse, se pur magicamente conciliabili, come quelle create da una libreria e da una galleria d’arte: due situazioni in cui le modalità e i codici comportamentali si possono definire simili. In questa atmosfera le opere di Solimani si confrontano con una dimensione diversa, rispetto a quella che si potrebbe notare in qualsiasi altro luogo espositivo. I dodici ritratti o meglio le dodici visioni, vedono i soggetti realizzati ad olio e le ambientazioni quasi
Il bacio ad esempio colpisce sia per la dimensione che lo differenzia dagli altri più piccoli, sia per la forza espressiva insita nei volti delle due donne immortalate in un abbraccio ambiguo. Ritratti dell’ambiguità e dei forti contrasti quindi, dove gli aspetti che sembrano di facile lettura, celano al contrario una complessità traduttiva. In Sete e amore , i grandi occhi di una affascinante fanciulla fissano i nostri in un incontro destinato a ripetersi ogni volta con la stessa intensità. Assolutamente fondamentale parlare dei colori e della luminosità: nel meticoloso lavoro dell’artista sui soggetti, il pittore marchigiano sfrutta la complessità della luce e della sua sottrazione (l’ombra), dalla cui nascono corpi magicamente scolpiti.
Le fonti di luce provengono da varie direzioni rendendo più specifici i caratteri che traspaiono dai visi. La teatralità dell’atteggiamento di una donna in Superbia descrive molto bene la particolarità e i limiti di uno dei Sette Vizi Capitali, tematica che Solimani sembra apprezzare anche in opere come Vanità.
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mostra visitata il 1 marzo 2003
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basta con questo tecnicismo ossessivo, la pittura é un altra cosa e le belle parole non servono a condire ciò che non é condito.
il colore non é condito, quella di Paolo Solimani é una pittura chiaroscurale.
non puo chiamarsi pittura solo perché si fa con il pennello e pittore solo perché si dipinge, la pittura é variare il cromatismo e il pittore é uno scenziato ed un poeta.
mi scuso per la freddezza della mia critica con Stefano, ma deve stare attento!