Categorie: marcheabruzzi

fino al 31.VIII.2002 | Stanze Aperte | Altidona (ap), centro storico

di - 23 Agosto 2002

Disseminate nel piccolo centro storico di Altidona le opere esposte formano un suggestivo tracciato creativo che si articola in un contesto urbano carico di sottili corrispondenze, tra le proposte degli artisti e la cittĂ , che diventa uno spazio da agire, attraversare e fruire con la propria presenza. Non si tratta di interventi site specific ma di lavori che occupano uno spazio giĂ  vitale e affascinante, anomalo rispetto alle tradizionali occasioni espositive. Seguendo il primo tratto che si snoda tra i vicoli del centro, si incontrano gli aquiloni colorati di Marcello Diotallevi:tessuti artificiali ed esplorazioni casuali in un ambiente ordinario. Hernan Chavar attraverso una sorta di dittico con due interventi pittorici complementari, affatto rassicuranti, sembra mettere in scena una serie di incubi usciti da un micro-mondo fantastico e deviante, una visione violenta di colori acidi e sintetici. Giuliano Cotellessa condensa nelle sue superfici pittoriche, forme liquide e grovigli artificiali, quasi delle amebe psichedeliche che producono una dissonanza cromatica al limite del sonoro.
Molti dei lavori si inseriscono, secondo modalità differenti nel panorama della giovane pittura d’immagine, di simulazione della rappresentazione digitale, in una ricerca che è anche attraversamento dell’immaginario mediale e che produce forme fredde, immagini a bassa definizione, sintetiche e analitiche al tempo stesso, come nei particolari epidermici di Curzia Curi, frammenti visivi di corpi, apparentemente iperrealisti immersi in una dominante cromatica rossa che ne raffredda la sensualità; le figure femminili di Elisa Gattafoni si offrono allo sguardo come immagini filtrate, lucide, stranianti, quasi fossero congelate da uno scatto fotografico, con campiture fluide e trasparenti e collocate nello spazio più interessante di tutta l’esposizione. Dagli assemblaggi di materiali tra i più disparati reperiti nell’ambiente naturale (legni e tele) di Federico Cappellini, alle composizioni dipinte e dall’effetto ligneo di Teodoro Tini dove coesisto in un’analoga dimensione poetica, aspetti materiali e immutate tecniche artigianali, fino ai fumettisti Maicol e Mirko che indagano l’aspetto ludico di un disegno quasi infantile, volutamente regressivo e vitalistico.
La trama pittorica fredda, sgranata dell’immagine digitale è ripresa da Daniele Duranti, in un intenso primo piano, un viso di bambino espressivo ed enigmatico, un’opera immateriale in cui l’artista dipinge scenari televisivi; Mario Vespasiani lavora su analoghe contaminazioni visive riproducendo vibrazioni e sfaccettature continue che dissolvono la nitidezza dell’immagine. Anna Carpineti gioca sull’equivoco installando indicazioni variamente spiazzanti; infine è tutto mentale il rumore provocato dallo scoppio di un palloncino e fissato sulla tela da Fausto Segoni, nell’istante che precede il sonoro imprevisto.

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elvira vannini


fino al 31.VIII.2002
Stanze Aperte 2002, Centro storico di Altidona (AP), sedi varie, catalogo disponibile in mostra, presentazione di Cinzia Valenti poesie di Katia D’Angelo. Ingresso libero, Orari 18:30/24:00, info 0734.936530


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