San Severino Marche, un piccolo centro nel cuore del territorio marchigiano, diviene protagonista di una serie di esposizioni. Il lungo percorso di ricerca, dopo le mostre dedicate ai fratelli Salimbeni nel 1999 e a Lorenzo d’Alessandro nel 2001, si chiude infatti con questo terzo appuntamento dedicato a Bernardino di Mariotto e agli artisti del Rinascimento come Luca Signorelli e Pinturicchio, che tra il XIV e il XVI secolo hanno fatto di San Severino un fiorente e prestigioso centro di elaborazione artistica.
La mostra, curata con rigore critico da Vittorio Sgarbi, offre ai visitatori sia capolavori di intensa drammaticità come la Dolente di Signorelli (1504-05) o la Crocifissione del Pinturicchio, che opere meno conosciute ma non per questo di minor valore artistico. In rilievo l’operato di Bernardino di Mariotto, vissuto a San Severino per circa vent’anni ed apprezzato dalla committenza per la sua peculiare arcaicità delle forme, oltre che per la notevole capacità tecnica evidente soprattutto nella pittura su tavola. Conosciuto oggi come l’ultimo dei pittori gotici, le sue opere ne mostrano l’abilità di doratore e la straordinaria capacità tecnica, che lo avvicinano ai più conosciuti artisti dell’epoca. La sua Pietà (1510-15) infatti, non sembra
L’esposizione è arricchita inoltre da opere di artisti attivi nel territorio settempedano e non solo, come Marchesiano di Giorgio, Vincenzo Pagani e Stefano Falchetti. Artisti che insieme a Bernardino di Mariotto, hanno contribuito a creare uno stile marchigiano di cui San Severino è uno dei più interessanti esempi.
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