Ha preso il via anche la terza mostra del ciclo che Franco Marconi propone quest’anno. Dopo le “icone della modernità” proposte da Gianluigi Antonelli e la riflessione sulla dimensione dello spazio contemporaneo e sulla domesticità di Armentano è la volta di Andy, musicista dei Bluvertigo che si cimenta con le arti grafiche.
Un personaggio strano, “tamarro”, come lui stesso si definisce, dotato di straordinaria sensibilità e creatività ripropone e ricostruisce la propria realtà destrutturando la realtà stessa. La pittura di Andy è un mix di emozioni e di colori è caotica ma allo stesso tempo pulita, pura, è musica attraverso le immagini. Musica è la parola chiave, il suo modo di fare musica, è come lui stesso afferma, simile al suo modo di fare arte, c’è un legame strettissimo che lega le due attività, entrambe sono una mescolanza di esperienze, sonore in un caso visive nell’altro.
Colori acidi, un segno grafico forte, netto e marcato che deriva dalla sua esperienza di illustratore ripropongono una realtà ricomposta, diverse esperienze umane dell’artista stesso riprendono forma sulla tela, dove interagiscono, si mescolano, si integrano. Un vero e proprio collage di situazioni, di oggetti, di persone. I suoi amici, il campanile che lo sveglia la mattina, le opere d’arte che apprezza, i personaggi che inventa si trasferiscono sulla tela che diventa una sorta di dimensione onirica, un’illustrazione del sogno dove gli elementi acquisiti si confrontano l’uno con l’altro dando vita ad una nuova e più complessa realtà, ad un mondo “proprio” reso come in una stringa fumettistica.
Andy ci racconta una realtà metropolitana, dove l’iperrealismo grafico viene annullato dal gusto dell’enigmista, dove la purezza formale convive con la serie infinita di sottili rimandi retorici interni agli elementi, dove l’azione concettuale diventa imprescindibile alla comprensione dell’opera stessa.
Ispirazioni Pop e surrealiste formano quindi la grammatica di un linguaggio artistico complesso, teso all’interpretazione del mondo nella creazione di una propria dimensione spaziale.
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Stefano Verri
visitata il 14.X.2001 [inaugurazione]
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Spezzo una lancia a favore di Andy, è un folletto!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Franco sei mitico !!! Continua a dare spazio ai giovani!!!
Marconi, sei un grande!
per quanto discutibili possano essere le tue scelte hai capito che è ora di tornare a fare rumore, tu di baccano ne fai veramente parecchio...scherzi a parte continua così, e dai una scossa a 'sta sonnolenta regione.
noooo, torna a suonààààààà
T'à propi ciapà, Kafiero! Hai dimenticato però di citare i poster della Standa di una ventina d'anni fa.
ci mancava pure l'incrocio sbagliato tra Andy Warhol quando aveva le morroidi, Valerio Adami punto da una vespa e Ugo Nespolo con la leptospirosi...Ma per favur, ma varia a ciapà i ratt...La galleria marchigiana è uno spazio importante e l'articolo non è male...ma vedendo questi lavoro mi viene la tristesssssssa