Categorie: marcheabruzzi

fino al 6.VII.2006 | Methaphysics of Youth | Pescara, Ex Mercato Ortofrutticolo

di - 26 Maggio 2006

Methaphysics of Youth, la mostra curata da Luigi Fassi e Irina Zucca Alessandrelli, ha come obiettivo “l’esplorazione sulle diverse dinamiche della gioventù, su sentimenti energie e paure”. “Un’età condivisa”, si legge nella presentazione, “dagli artisti invitati ma anche dai curatori”. Come suggerisce il titolo, tratto da un saggio di Walter Benjamin, la mostra sarebbe un indagine ad ampio raggio su metafisica e giovinezza. Si potrebbe pensare di trovarsi di fronte alla classica mostra trendy, in cui i veri valori vincenti sono quelli dati dal calendario: teen is best è lo slogan che ci si aspetta di trovare.
Tuttavia non è così. Quella pescarese è una mostra piena di pensieri, di una bellezza a tratti quasi struggente. Paradossalmente non c’è niente che potrebbe venire tacciato di giovanilismo. Gli artisti, circa trenta, quasi tutti inediti per il nostro Paese, tra cui figurano anche tre italiani, hanno lavorato sodo insieme ai loro coetanei curatori per presentare lavori inediti. Una mission impossible di questi tempi che qui appare perfettamente riuscita, e non è davvero cosa da poco.
La vera temperatura della mostra, dicevamo, sta nei toni. Anzi, in un tono. Un tono che da un lato impressiona un po’, perché ben rappresenta la disillusione delle giovani generazioni, ma dall’altro rimane impresso perché perfettamente aderente ad uno stato d’animo, la malinconia, cosi importante nell’espressione artistica. Qui questo particolarissimo stato del sentire è sparso ovunque e regala dei punti di vista profondi sulla vita. Come nel lavoro di Charles Foos, dove una volutamente distorta e stonata cavalcata musicale di wagneriana memoria introduce alla visione di una piccola tv dove la stessa è poi interpretata dall’artista. Quest’ultimo, nelle vesti appena accennate di un antico cavaliere, monta uno di quei cavallini giocattolo azionati dalle monetine.

Fatica vistosamente il cavallino meccanico a sopportarne il peso e ci sottopone ad uno spettacolo davvero disarmante. Una specie di antididoto all’indifferenza. O nelle fotografie di Linda Fregni Nagler, dove i parchi giochi dei bambini, nella loro desolazione notturna offrono diverse prospettive: un misto tra la perdita di funzione e il vuoto o meglio il senso di abbandono che segue alle grida spensierate dei loro entusiasti e piccoli fruitori. Ancora malinconia.
Seguono poi i grandi disegni di Alison Moffett, la cui tecnica raffinata permette di osservare storie di ordinaria violenza (presunta) tra ragazze. Senza mai mostrarla effetivamente, rivelando però una sgredevole sensazione di sfregio della bellezza.
Strepitoso anche il video di Martin Pfeifle 10 men in cui dieci ergastolani si pongono davanti alla telecamera cercando di ottenere da un pubblico che non vedranno mai una sorta di assoluzione o forse di gradimento rispetto al giudizio sopportato per la condanna definitiva seguita ai crimini commessi. È un video nudo, a tratti tristissimo, dotato di un’espressività forte, specie se riferita alla personale sfera emotiva di ognuno di noi. Melanconicamente osserviamo anche noi, anonimi, quelle vite probabilmente perse nei rigori degli spazi ristretti.

Ancora stupore, ma anche qui malinconia, nel vedere la proiezione disegnata o meglio, il disegno proiettato (il gioco ottico è perfetto!) su una parete firmato da Mary Temple. Un lavoro che evoca vegetazioni lussureggianti riprodotte in antiche decorazioni che ornavano preziose stanze del passato dove però oggi restano muri scrostati e sensazioni di abbandono.
La mostra garantisce sensazioni forti: qui e ora è una locuzione di origine latina. Arriva dal passato, rende bene l’idea e ci introduce in questo specialissimo e insondabile presente.

paolo bonzano
mostra visitata il 15 maggio 2006


Dal 6 maggio al 6 luglio 2006 – Metaphysics of youth
Pescara, Ex Mercato Ortofrutticolo, Lungomare sud
tel 085 4221688 – fax 085 4221688 – mail: eba@fastwebnet.it


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