Détail. Guido RENI, David tenant la tête de Goliath. ©Artcurial
Lo definiscono un «evento straordinario» gli esperti delle due maison. E in effetti, il passaggio all’asta di un Guido Reni a lungo ritenuto disperso – per quasi 230 anni! – suona come un fatto fuori dal comune. Accadrà a Parigi, il prossimo 25 Novembre: Davide che contempla la testa di Golia, un’opera magistrale del XVII secolo, passerà al vaglio del martello di Artcurial & Millon, in collaborazione con Turquin. La stima? Una cifra compresa tra € 2 e 4 milioni.
La provenienza è di quelle che fanno parlare: la tela è passata per le mani di Francesco I d’Este, che la acquistò direttamente dall’artista, e per quelle di Eugenio di Savoia (1663–1736). Alla morte del principe Eugenio, la sua prestigiosa collezione fu in gran parte acquistata in blocco dal nipote Carlo Emanuele III di Savoia e collocata nel suo palazzo reale a Torino. Durante la conquista francese dell’Italia negli ultimi anni del XVIII secolo, il dipinto fu poi riportato in Francia tra i bagagli del generale Pierre-Antoine Dupont de l’Étang, prima di scomparire per oltre due secoli, ed essere riscoperto presso i suoi discendenti. E messo all’asta.
«Con quest’opera, intorno al 1605-1606, Guido Reni ridisegna la scena pittorica romana», rivela senza giri di parole il comunicato della maxi asta. «Con tratti delicati e un’eleganza quasi androgina, il giovane eroe — simbolo della vittoria dell’astuzia sulla forza — è in piedi in una posa raccolta, lontana da ogni trionfalismo. Il contrasto tra il suo sguardo pensoso e la testa insanguinata di Golia sottolinea l’ambiguità dell’eroe, in bilico tra dolcezza e violenza».
E ancora, a proposito dell’influenza caravaggesca, e del suo superamento: «Emerge nel realismo crudo della testa decapitata, nell’attenzione alla materia e nel chiaroscuro drammatico che stacca la figura dallo sfondo scuro. Tuttavia, Reni si distingue da Caravaggio per una ricerca di idealismo e armonia: laddove il pittore lombardo predilige intensità drammatica, figure popolari e una luce violenta, Reni cerca una bellezza apollinea, una composizione equilibrata e una luce diffusa che accarezza le forme». Appuntamento a fine anno, a Parigi.
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