Alighiero Boetti, Millenove170tre, 1973, (STIMA 150.000-250.000). Courtesy Art-Rite
C’è Alighiero Boetti, superstar a livello internazionale che sul mercato realizza prezzi da vertigini, con nuovi picchi raggiunti l’anno scorso, a New York, fino al tetto record di $ 8,8 milioni. Ma ci sono anche i protagonisti italiani e globali dal Novecento ai giorni nostri, da Luigi Ontani a Hermann Nitsch, passando per Kazuo Shiraga, Giacomo Balla e Mimmo Paladino. Torna l’Arte Moderna e Contemporanea della casa d’aste milanese Art-Rite. L’appuntamento è a domani, giovedì 12 ottobre, in presenza, a Palazzo Largo Augusto. Sguardo ai top lot della selezione.
Primo fra tutti, il già citato Boetti: è l’opera Millenove170tre del 1973, che rientra nella serie di lavori, avviati a partire dagli anni ‘60, in cui l’artista affida la realizzazione a due assistenti – un uomo e una donna – impegnati nella copertura della superficie tramite il tratteggio con delle penne a sfera. «Con queste opere», spiegano dalla maison, «oltre alla laboriosa procedura di creazione manuale, Boetti esalta la dimensione del tempo volendo restituire una concezione non lineare e omnicomprensiva della temporalità». Stima: € 150.000 – 250.000.
Bello il Senza titolo di Kazuo Shiraga, tra i principali esponenti del Gruppo Gutai. Senso di abbandono, stesura della pittura con il corpo per riconnettersi senza barriere al proprio io, azzerando qualsiasi distanza tra artista e tela. La valutazione pre-asta, stavolta: € 40.000 – 60.000. In asta anche l’italiano Giacomo Balla, la sua Composizione iridescente è offerta con una stima di € 30.000 – 40.000. «Stella del movimento futurista, Balla – con quest’opera datata 1912-13 – enfatizza il suo profondo interesse nei confronti della luce, i cui effetti vengono schematizzati tramite una griglia geometrica di triangoli con cui ne sintetizza l’essenza e movimento».
Un viaggio attraverso il Novecento, tanti i grandi nomi italiani, i prezzi eterogenei e competitivi. Renato Guttuso partecipa alla vendita con l’olio su tela Monte Rosa del 1968, che esprime al massimo la potenza cromatica della veduta (stima: € 20.000 – 30.000). Altrettanto potente l’opera del massimo esponente dell’Azionismo viennese, Hermann Nitsch, un Senza titolo del 2005 – come sempre pervaso di tumulto e vitalità (stima: € 20.000 – 30.000). E ancora To long look back del 1993, la china e acquarello su carta di Luigi Ontani in cui l’artista ripropone i suoi giocosi travestimenti, quali figure di miti storici e personali, che realizzano gli impulsi cangianti di un narcisismo universale portato a volubili metamorfosi (stima: € 8.000 – 12.000). Appuntamento a domani, ore 18.
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