Hotel Bauer Palazzo. Courtesy Artcurial
Una facciata modernista, le vetrate della Royal Suite a forma di diamante, la terrazza Settimo Cielo – la più alta di tutta Venezia, sovrasta incontrastata i bagliori della Laguna. Il pavimento, che ancora trattiene i passi dei suoi ospiti illustri, da Elizabeth Taylor ai reali Carlo III e Camilla, fino a Marilyn Monroe. E poi ovviamente un groviglio elegante di mobili e di oggetti, hanno abitato gli spazi dal 1880, anno della fondazione, fino al presente, così stratificati opulenti vari, proprio come la storia della città che li accoglie. Ed ecco la notizia: c’erano una volta gli arredi dell’Hotel Bauer Palazzo di Venezia, la casa d’aste Artcurial li batterà ad uno ad uno in una sfilata di 4000 lotti, a Parigi, tra il 24 e il 29 aprile 2023. Pit stop intermedio: una mostra nella sede di Corso Venezia 22, a Milano, fino al 31 marzo. Per incrociare un’ultima volta lo sguardo del grande pubblico, prima dell’epilogo finale.
Che poi, per essere chiari, di tutto si tratta fuorché di un addio. Non chiude il Bauer, non è quel tipo di liquidazione. «Dopo 142 anni di attività», spiegano dalla maison, «l’Hotel sta per iniziare un nuovo capitolo della sua storia. Risale agli anni quaranta l’ultima importante campagna di rinnovamento che lo rese un edificio all’avanguardia, un punto di riferimento per il comfort offerto ai suoi ospiti, e adesso l’istituzione continua la sua trasformazione con questi stessi presupposti, con l’obiettivo di ridefinire gli standard del lusso veneziano e riaprire le sue porte nel 2025». Un progetto ambizioso affidato all’architetto Alberto Torsello e al gruppo di interior design BAR Studio, i pensieri proiettati al futuro. Per usare le parole di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Tutto deve cambiare perché tutto possa restare lo stesso». E allora cambiamo, cambiamo.
Sguardo – sognante, a tratti nostalgico – al catalogo di Artcurial. Un dialogo di materiali, di epoche, di stili, dove l’Art Déco si schianta con il barocco e dà vita a un’accoglienza tutta veneziana. Dalla monumentale coppia di dipinti a olio nel Salone delle Feste attribuiti a Claudio Francesco Beaumont (stima: € 40.000-80.000) alla raffinata coppia di appliques a tre braccia in vetro soffiato, pizzicato e dorato, ad opera del mastro vetraio Seguso (stima: € 30.000-50.000). E poi ancora un armadio a “trumo” in stile barocco proveniente da una delle suite reali (stima: €1500 – €2000), le testiere dei letti rivestite in tessuto Rubelli (stima: € 200 – 300), i tavolini in specchio riflettente degli anni ’80, accessibilissimi (stima: € 80-100), una splendida coppia di colonne tortili, 184 cm d’altezza, nel pieno gusto XVIII secolo (stima: € 600-800). Persino le scritte luminose che indicano «reception» e «consierge» (stima: € 25-50 l’una), persino una raccolta di chiavi delle camere dell’hotel.
C’è proprio tutto. Le mille anime di Venezia racchiuse negli oggetti che hanno definito l’identità carismatica, peculiare dell’Hotel Bauer. In un continuo incontro tra linee e curve, perfettamente intersecate attraverso 142 anni di storia.
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