BRAFA 2026 - General view © Olivier Pirard
Fine dei giochi per l’edizione numero 71 di BRAFA (25 gennaio-1 febbraio), un vero viaggio nella storia dell’arte lungo 5000 anni e oltre, dall’archeologia alla pittura, dagli arazzi ai gioielli, perfino attraverso i dinosauri, come l’enorme testa di triceratopo esposta da Galerie Grusenmeyer-Woliner – qui il nostro report in diretta dalla preview. Quindi, ecco il verdetto finale, dopo oltre una settimana di fiera: 72.000 visitatori provenienti da tutta Europa e un target sempre più giovane e internazionale, che trova eco anche in un’offerta più che mai eterogenea tra i booth. Parola ai galleristi.
«BRAFA si conferma l’evento cui tutti vorrebbero prendere parte: moderna, divertente, mai uguale», dichiara Mattia Martinelli, della storica galleria Robertaebasta (Milano, Londra), che è anche tra le prime gallerie italiane nella storia BRAFA. «Anche la scelta di rinnovare l’allestimento e cambiare le location degli espositori creano un piacevole effetto sorpresa per il visitatore. Anche quest’anno dunque siamo molto contenti degli incontri con i collezionisti e delle vendite. I visitatori hanno apprezzato i forti cromatismi delle nostre opere, gli accostamenti inediti e soprattutto gli oggetti e le opere di grande valore. La poltrona Cocoon di Luis Vuitton – vera e propria ‘mascotte’ dell’edizione 2026 – è stata venduta pochi giorni dopo l’apertura». Particolarmente colpito dalla qualità dell’organizzazione, Marco Lafuenti delle Gallerie Carlucci (Roma), alla sua prima partecipazione a BRAFA, che ha apprezzato la grande affluenza, la qualità del pubblico e «un forte interesse per la scultura antica e moderna. Una bella esperienza che porta nuovi contatti, nuove possibilità di business e di confronto».
«Brafa si conferma una mostra importante, rigorosa, con tante anime», rivela Giovanni Romiglioli, della Galleria Romigioli (Milano-Legnano). «I visitatori sono sempre compiaciuti e si approcciano alle opere con gusto e attenzione. Anche il clima di serena accoglienza che BRAFA riesce a creare, favorisce le contrattazioni e le vendite che anche quest’anno sono state buone». Anche Giammarco Cappuzzo, dell’omonima galleria londinese, sottolinea la crescita della manifestazione: «BRAFA sta diventando una mostra sempre più importante», commenta. «In questi ultimi tre anni ha fatto passi da gigante e sono sicuro che continuerà a crescere. È ormai davvero pronta a ospitare espositori sempre più importanti. Ho visto molti galleristi del TEFAF partecipare qui e ho anche ritrovato alcuni ottimi clienti del TEFAF: di fatto sta diventando sempre più internazionale e sempre meno “locale”, belga. Per quanto riguarda le vendite, penso che quest’anno non sia particolarmente facile. La sensazione generale è un po’ sottotono, soprattutto per il clima politico internazionale. Il pubblico è colto, ma poco propenso — direi giustamente — a grandi investimenti in questo momento».
La Martos Gallery, da New York, è particolarmente entusiasta per la sua prima partecipazione. Ha venduto «non meno di dieci opere di Keith Haring», tra cui una per $ 500.000, ha incontrato molti nuovi collezionisti e ha già espresso l’intenzione di tornare nell’edizione 2027. Anche diverse opere presentate da Almine Rech hanno trovato acquirenti, con prezzi che vanno da poche migliaia di euro a oltre € 250.000: un’opera in ceramica di Miquel Barceló (€ 80.000-100.000), una scultura di Hans Op de Beeck (€ 70.000-90.000), un dipinto di Javier Calleja (€ 250.000-275.000), una scultura di Johan Creten (€ 70.000-80.000), un’opera di Minjung Kim (€ 70.000-90.000), un’opera di Taryn Simon (€ 35.000-40.000), un dipinto di Vivian Springford (€ 150.000-200.000), un dipinto di Thu-Van Tran (€45.000-50.000) e un dipinto di Paul de Flers (€ 25.000-30.000). «Questa prima partecipazione alla BRAFA è stata un’esperienza molto positiva per la galleria… Bruxelles occupa un posto fondamentale nella storia di Almine Rech, e ci sembra naturale contribuire attivamente alla vitalità della scena locale», afferma Gwenvael Launay, socio e direttore della galleria di Bruxelles.
La galleria Sofie Van de Velde ha registrato vendite di opere di Jean Brusselmans, Raoul De Keyser e Jozef Peeters, per prezzi compresi tra € 30.000 e € 150.000, oltre a numerosi pezzi contemporanei a partire da € 3.400 – sempre a proposito di accessibilità, di range di prezzi e di opere estremamente varie, che consentono l’acquisto a target differenti, inclusi i tanto citati giovani. Discorso analogo per galleria Rodolphe Janssen, con vendite che spaziano da un disegno di Paul Delvaux (tra € 90.000 e € 100.000) a sculture di Thomas Lerooy (da € 18.000 a € 23.000), fino a disegni e dipinti di Matthew Hansel (da € 4.500 a € 40.000) e dipinti di Léon Wuidar (tra € 30.000 e € 45.000). La Galerie Alexis Pentcheff ha assegnato diverse opere, tra cui lavori di Bernard Buffet, Janssens e Gruau, oltre a una scultura di André Masson, i cui prezzi non sono stati resi noti. Anche il gallerista Samuel Vanhoegaerden, con uno stand dedicato a Bram Bogart, si è detto molto soddisfatto dell’edizione numero 71: la mostra ha riscosso un grande successo tra i visitatori e ha attirato nuovi clienti, provenienti principalmente dal Belgio, dalla Francia e dai Paesi Bassi, che hanno apprezzato la qualità delle opere esposte.
Parla David Stern, della Stern Pissarro Gallery: «Quest’anno BRAFA ha rivelato un mercato particolarmente robusto e dinamico. Abbiamo offerto opere con una vasta gamma di prezzi, da € 10.000 a € 500.000, che coprono una grande varietà di periodi artistici». Poi, a proposito dell’interesse dei collezionisti: «Mentre nelle edizioni precedenti le nostre vendite erano più frequenti nella fascia bassa delle cinque cifre, quest’anno siamo stati particolarmente incoraggiati dalla fiducia dei collezionisti e dal loro appetito per pezzi importanti. L’atmosfera era notevolmente entusiasta, con un coinvolgimento costante da parte dei visitatori durante tutta la fiera». Un dato interessante: De Brock ha osservato di aver venduto esclusivamente a nuovi clienti, principalmente belgi, con alcuni collezionisti tedeschi – un segnale incoraggiante di rinnovamento del pubblico e di ampliamento della base di collezionisti. Mentre La Galerie Taménaga ha piazzato sei opere dell’artista italiano Enrico Tealdi, a prezzi compresi tra € 7.000 ed € 15.000, oltre a un paio di importanti opere di Georges Rouault.
È Klaas Muller, Presidente di BRAFA, a tirare le somme dell’edizione 2026: «Abbiamo la fortuna di poter contare su un gran numero di collezionisti fidelizzati grazie alla qualità della nostra manifestazione», dichiara. «Un dato interessante di questa edizione è certamente legato all’età dei visitatori, decisamente più giovane. Va detto che anche tra i galleristi l’età media si sta abbassando e siamo felici di annoverare tra gli espositori non pochi trentenni». BRAFA 2026: una fiera che parla tutti i linguaggi dell’arte, nel cuore dell’Europa.
Manuel Rabaté sarà il nuovo direttore del KNMA - Kiran Nadar Museum of Art di Nuova Delhi: un passaggio dal…
A 20 anni dalla scomparsa, una grande mostra a Palazzo Ducale di Genova ripercorre la ricerca di Mimmo Rotella: cinque…
Nella chiesa inferiore del Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, a Napoli, un progetto intreccia arte contemporanea e culto delle…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 2 all'8 febbraio, in scena nei teatri di…
L’Xposure festival di Sharjah, negli Emirati Arabi, fa dieci anni: fotogiornalismo, ricerca artistica e narrazioni visive che sfidano gli stereotipi…
La mia ricerca si concentra su dinamiche di trasformazione, sulla memoria e su quelle condizioni di instabilità in cui le…