Categorie: Mercato

Buren, Fabre, Castellani. Tutti gli highlights dell’asta di Blindarte

di - 11 Maggio 2021

«Nonostante le difficoltà della pandemia, il mercato dell’arte va a gonfie vele e sta raggiungendo in tutto il mondo risultati sempre più soddisfacenti». Con queste parole Blindarte introduce l’appuntamento milanese del prossimo 27 maggio, l’asta che punterà i riflettori sui grandi protagonisti dell’Arte Moderna e Contemporanea – con una sezione dedicata agli oggetti di Design.

Oltre 200 lotti! Gli highlights del catalogo di Blindarte

Primo nome di spicco, senz’altro Daniel Buren; il suo riconoscibilissimo Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs, travail situé (stima: su richiesta), a bande verticali bianche e blu, è formato da 5 tele da installare a parete a partire dall’angolo – elemento centrale del lavoro. «L’opera è fatta», scriveva Buren, «ma ora è necessario che tu voglia vederla». E che prima la “componga” in funzione dello spazio, aggiungeremmo in questo caso.

Passiamo quindi a un altro artista superstar, che già a dicembre ci aveva incantati con il suo Loyalty Pisses in Death’s Mouth del 2016. Stavolta, a rappresentare Jan Fabre, troviamo De Loyal gids ven de ijdelheid (The Loyal guide of Vanity) del 2016, con le iconiche ali di scarabeo gioiello (stima: 100.000/150.000 euro); ancora, l’ormai storico Battlefiled del 1998, in cera, pigmento, legno, piombo e scarabei (stima: 50.000/70.000 euro); monumentale, poi, l’opera Vleesklomp (Lump of meet) del 1997, che misura ben 200x65x30 (stima: 60.000/80.000 euro); e per finire Een Breinboom, un lavoro del 2008, che raffigura un cervello “in fiore” (stima: 30.000/40.000 euro).

Daniel Buren, Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs, travail situé, 1980. Blindarte
Jan Fabre, De Loyal gids ven de ijdelheid (The Loyal guide of Vanity), 2016. Blindarte

Ma siamo solo agli inizi. Nel nostro viaggio tra presente e passato incontriamo anche Enrico Castellani, con una luminosissima Superficie bianca di 100×100 cm realizzata nel 2005 (100.000/150.000 euro), Cinemascope di Mimmo Rotella, del 1962, emblema della tecnica del décollage su tela (stima: 40.000/60.000), e ancora Turi Simeti, recentemente scomparso, con i suoi 5 ovali color sabbia (stima: 18.000/25.000 euro). Non possono mancare poi i colori vibranti – quasi schianti violenti – di Emilio Vedova, rappresentato qui da una Composizione a tecnica mista del 1946 (stima: 15.000/20.000 euro), e a seguire due disegni/sculture di Enzo Cucchi, entrambi esposti nella personale del 1987 alla Galleria Beyeler, a Basilea (stima: 7.000/10.000 euro e 10.000/15.000 euro).

Si passa attraverso Bende di Paolo Cotani (stima:17.000/23.000 euro), Dinamica visuale oggetto seriale BG/65 di Toni Costa (stima: 14.000/18.000 euro), Untitled (Poem) di Laurence Caroll (stima: 5.000/7.000 euro), fino a una piccola sezione dedicata all’arte africana, con opere di Seni Awa Camara, Tngatinga e Onyango. Ed eccoci così a Grosses Relief (Frau), del 2002, di Stephan Balkenhol, con una donna realizzata con la tecnica dell’intaglio che fuoriesce con eleganza da un pannello in legno (stima: 55.000/80.000 euro), mentre Jorit omaggia nel suo dittico l’indimenticabile Pino Daniele (stima: 10.000/15.000)

Terminiamo la nostra rapida rassegna con due focus a conclusione del catalogo. Il primo è dedicato alla fotografia, con lavori del calibro di Black curl del 2012 di Walead Beshty (stima: 30.000/40.000 euro), uno scatto del Museo Geologico di Madrid I di Candida Höfer (18.000/25.000 euro) e la splendida Lap b di Wolfgang Tillmans (stima18.000/25.000). L’altro, invece, si sofferma sui tappeti realizzati da artisti contemporanei – da Tony Cragg ad Alessandro Mendini – e sugli oggetti di design, tra cui spiccano le creazioni di Giuseppe Rivadossi. Appuntamento al 27 maggio, a Milano, con le proposte di Arte Moderna e Contemporanea di Blindarte.

Enrico Castellani, Superficie bianca, 2005. Blindarte
Candida Höfer, Museo Geologico de Madrid I. Blindarte
Cecily Brown, Untitled, 1969. Blindarte

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