Alex Katz, Study for Chance. CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2025
C’è la collezione di Alessandro Grassi in vendita da Christie’s, quest’autunno. Sarà esitata sui rostri di Londra (15-16 ottobre), Parigi (23-24 ottobre), New York (1 novembre), sparpagliata, e prima ha chiuso il suo tour strategico, come da migliore tradizione, ha incrociato lo sguardo dei collezionisti tra Torino (17-18 settembre), Roma (23-24 settembre) e Milano (30 settembre-1 ottobre). D’altronde quelle dieci opere all’asta, Alessandro Grassi le ha acquistate soprattutto da gallerie e mercanti d’arte italiani. E nel 2018 venivano esposte al pubblico per l’ultima volta proprio in Italia, al Centro Pecci di Prato.
Nasceva nel 1942 Alessandro Grassi. Era figlio di un chimico, uno dei fondatori di Colorama, azienda produttrice di inchiostri da stampa, e lui stesso seguì le orme del padre, diventando un importante industriale. Alla fine degli anni ’70 la svolta, iniziò a collezionare: prima le opere della Transavanguardia («Sono anti-minimalista», dichiarava, «tutto ciò che compravo era perché in quel momento suscitava in me una forte emozione»), poi la Pop Art, lo Spazialismo, l’Arte Povera.
Il filo conduttore: il colore. «È stato sempre molto presente nella mia vita, tanto è vero che nella scelta delle opere è proprio il colore, prima di qualsiasi altra cosa… l’elemento determinante». È presente nelle tele abbaglianti di Alex Katz, vedi Kim II del 1989 (stima: £ 550.000-800.000), Study for Chance del 1990 (stima: £150.000-200.000) e Sissel del 2000 (stima: £ 400.000-600.000) – tutte fresche sul mercato, tutte pronte a sfidare il martello a Londra, il 15 e il 16 ottobre. È presente, a tratti protagonista, nel Paesaggio di Salvo del 1984, anch’esso destinato a Londra, stima £ 50.000-70.000.
Poi è tempo di Parigi, di pari passo con il ritmo del mercato, nella settimana del colosso Art Basel, e quindi: via il Grande Quadro Equestre Italiano di Mario Schifano, anno 1978, esposto anche nella grande retrospettiva di Schifano del 2002 (stima: € 150.000-200.00). Via Senza titolo (Il mondo è un insieme di particolari…), del 1989-1991, un raro arazzo realizzato in collaborazione tra Mimmo Paladino e Alighiero Boetti che medita sull’infinito, e intreccia le complessità dell’esistenza (stima € 150.000-200.000). Perfettamente in linea, anzi in coda, con la maxi mostra dedicata all’Arte Povera, lo scorso anno, alla Bourse de Commerce. Infine New York, nella settimana dei grandi incanti, a chiudere la maratona della collezione Grassi con l’inconfondibile Jackie di Andy Warhol (stima $ 650.000-850.000). Il senso del colore – il nome dell’asta – in giro per il globo.
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