Categorie: Mercato

Cosa è stato Arte Fiera 2026? Parlano i galleristi

di - 8 Febbraio 2026

Ultimo giorno di Arte Fiera, a Bologna. L’edizione numero quarantanove, la prima diretta da Davide Ferri (affiancato da Enea Righi) chiude i battenti con 50.000 visitatori, l’assegnazione dei consueti premi e le attesissime acquisizioni che delineano lo stato del mercato italiano. Cosa sarà, il titolo di quest’anno. Alla fine della fiera, vi raccontiamo invece che cosa è stato: ecco il racconto dei galleristi.

«La fiera, anno dopo anno, è decisamente in crescita», dichiara a exibart Raffaella Cortese. «Le proposte diventano più solide e consapevoli, e anche l’affluenza – numerosa – restituisce l’immagine di un pubblico attento, disposto a fermarsi, a guardare, a tornare». Poi, a proposito dei premi: «Rappresentano momenti di riconoscimento in cui il lavoro degli artisti emerge, prende parola e viene valorizzato. Sono importanti sia per gli artisti sia per i galleristi, perché confermano la qualità delle scelte e dei percorsi intrapresi. Sono molto contenta che il Premio Collezione Righi sia stato assegnato a Liliana Moro, artista con cui stiamo preparando una mostra per il prossimo settembre: la prima personale insieme».

Galleria Raffaella Cortese, Arte Fiera 2026. Foto Nicola Morittu

Secondo il gallerista Enzo Di Marino, della galleria Umberto Di Marino, l’edizione 2026 di Arte Fiera «è andata molto bene, anche grazie all’acquisizione di tre fotografie di Francesco Jodice da parte del fondo della fiera, e del Premio Officina Arte Ducati che è stato assegnato a Diego Perrone». Sui collezionisti in fiera: «C’è stata tanta, tanta gente, sono stati tutti molto entusiasti e il livello dei collezionisti è sempre più alto, così come quello delle gallerie… Questo ovviamente comporta una sorta di difficoltà maggiore da parte dei collezionisti nel “confermarti”.  Abbiamo fatto tantissime discussioni, tantissime trattative (molte di queste sono ancora aperte e molte probabilmente si chiuderanno), però diciamo che dal punto di vista della vendita ai privati si fa più fatica perché le persone vogliono vedere il resto, le altre cose che la fiera offre, e in più il momento economico ovviamente non è dei migliori. Insomma, si riflette di più sulle vendite, è tutto molto più lento, però la risposta è sempre estremamente positiva. La traiettoria di miglioramento della fiera è proprio insindacabile, il lavoro fatto da Simone e da Enea è stato ripreso anche da Davide in maniera impeccabile, quindi la fiera sta sempre di più migliorando, è sempre più bella e questo ci rende sempre molto felici».

Dal Padiglione 26, allo stand B79, il gallerista Giorgio Gaburro conferma che «Arte Fiera si presenta come la fiera italiana per eccellenza, il che è sempre più evidente non solo nella scelta curatoriale ma anche nel parterre di gallerie che ogni anno qui si ritrovano. Appare ancora più evidente, tuttavia, una crisi nell’intero sistema – ora, forse, con vaghi segni di ripresa – che mi porta ad essere critico non solo verso l’organismo-fiera, ma anche verso la bulimia delle proposte che, navigando a vista tra gli stand, ho notato. Ho sempre preferito investire in quello che mi rispecchia, e da questo principio ho sempre cercato di costruire una proposta coerente: con l’occasione dell’ultima mostra – a celebrazione del nostro trentesimo anniversario – abbiamo costruito uno stand eterogeneo, forse persino anarcoide. Il che ha decisamente funzionato». I protagonisti del booth: Iain Andrews, Liu Bolin, Marco Cingolani, Leyla Cárdenas, Jan Fabre, Emilio Isgrò e Ruben Montini. «Poi, altrettanto ovvio, è sempre un piacere riprendere i rapporti con le istituzioni e incontrare amici e colleghi».

Galleria Gaburro, Arte Fiera 2026

«La fiera è sicuramente in crescita nelle ultime tre edizioni a cui ho partecipato e ho potuto assistere ad un vero e graduale miglioramento di anno in anno», è la testimonianza di Corrado Folinea della galleria napoletana Acappella. «La mia presenza tuttavia è sempre ‘relegata’ alla sezione Pittura (che nei primi due anni é stata diretta da Davide Ferri e quest’anno dalla altrettanto brava e attenta Ilaria Gianni. Devo dire che forse il punto debole di questa fiera sono proprio le sezioni in generale, non per la qualità delle proposte e delle relative gallerie, ma per il collocamento all’interno di una fiera con un forte imprinting da mercato che rende quasi difficile un approccio più puro e/o realmente curatoriale. La presenza di un padiglione interamente dedicato al secondo mercato, multipli e quant’altro rende ancora più difficile il dialogo con proposte più ‘avveniristiche’. Sul risultato finale: «Quest’anno per noi é stato facile portare a casa un ottimo risultato perché mostravamo il lavoro di uno degli artisti più promettenti del panorama nazionale ed internazionale e cioè il giovane Leonardo Devito».

Parla la galleria Mazzoleni, con sedi tra Londra, Torino e Milano: «La fiera ha delle sezioni ben curate e siamo stati molto felici che la nostra artista Rebecca Moccia sia stata selezionata per Prospettiva. Tantissimi collezionisti, il mercato è orientato verso la qualità che dà garanzia o perlomeno tranquillità». Le vendite? «Range dai 150 a 400K. David Reimondo e Andrea Francolino hanno presentato due lavori nuovi che hanno avuto un grande successo e sono stati venduti intorno ai 15K. Vendute anche due opere di Marinella Senatore e una di Iran do Espírito Santo. Complessivamente fiera molto soddisfacente».

Mazzoleni, Arte Fiera 2026. Artista Rebecca Moccia. Credits Gabriele Abbruzzese. Courtesy Mazzoleni

«Arte Fiera Bologna 2026 rappresenta per noi un momento particolarmente significativo», racconta a exibart Tatiana Martyanova, gallery director della C+N Gallery CANEPANERI, che espone tra gli altri Alberto Garutti, la pittrice cinese Deng Shiqing, insieme a Taisia Korotkova e Reverie. «La nuova direzione di Davide Ferri sta imprimendo alla fiera una nuova wave, innestandosi con intelligenza e continuità sul lavoro rigoroso e lungimirante svolto da Simone Menegoi, che ha rimesso Arte Fiera sui binari giusti, restituendole un ruolo credibile e centrale nel sistema dell’arte contemporanea italiana». Sul feedback dei collezionisti, invece: «Per la nostra galleria, presente allo stand B66, Padiglione 25, Main Section, l’edizione 2026 di Arte Fiera Bologna si articola attorno a un dialogo tra generazioni e linguaggi, con una particolare attenzione alle pratiche femminili contemporanee». Alcuni lavori di Deng Shiqing sabao sera risultavano venduti, con un range di prezzo compreso tra 8.000 e 11.000 euro. Mentre Taisia Korotkova e Reverie «suscitano un interesse concreto da parte del pubblico e dei collezionisti. In questi casi sono in corso delle opzioni, non ancora confermate, che testimoniano tuttavia una ricezione attenta e una curiosità reale nei confronti delle loro ricerche».

C+N Gallery CANEPANERI, Arte Fiera 2026

«Fin dal primo giorno la fiera si è rivelata estremamente positiva», il verdetto della bolognese P420. «In tempi molto rapidi abbiamo concluso vendite di opere di Riccardo Baruzzi, Filippo de Pisis, Rodrigo Hernández, Xian Kim (che presentiamo per la prima volta in una fiera), Francis Offman, Alessandro Pessoli e Shafei Xia. Parallelamente, abbiamo riscontrato un forte interesse per i lavori di Adelaide Cioni, June Crespo, Bekhbaatar Enkhtur (anche lui incluso per la prima volta in una nostra presentazione fieristica), Alessandra Spranzi, Paolo Icaro, Victor Fotso Nyie (attualmente presente anche con una mostra a Palazzo Pepoli) e Ana Lupas, di cui la galleria ospita in questi giorni la prima mostra personale in una galleria privata. Anche la presentazione nella sezione Fotografia e Dintorni con il progetto personale di Goran Trbuljak delle sue fotografie in bianco e nero dalle serie Sketch for Sculpture ha riscosso moltissimi feedback positivi con alcune vendite e ancora degli interessi che speriamo di confermare a breve». Sul target della fiera, invece: «Sin dall’apertura abbiamo avuto modo di incontrare numerosi collezionisti internazionali, avviare nuovi contatti e rafforzare relazioni già esistenti. In questo senso, confermiamo con grande convinzione il successo della prima direzione artistica di Davide Ferri, che ha dato alla fiera un’identità chiara, ambiziosa e di forte qualità curatoriale».

P420@Arte Fiera, 2026, installation view, Courtesy P420, Bologna. Photo credit Carlo Favero.

«Siamo molto felici di questa partecipazione ad Arte Fiera», dichiara a exibart Matthew Noble, gallerista di ArtNoble Gallery. «La nostra prima partecipazione dove presentiamo una monografica di Giulia Mangoni. Vendite bene e grosso interesse generale». Già venerdì, il secondo giorno di apertura al pubblico, dopo le giornate di preview, la galleria Tiziana Di Caro confermava un buon inizio e un certo ottimismo: «Soprattutto, rispetto all’edizione di Arte Fiera dello scorso anno, mi sembra che la gente sia decisamente più motivata. Nessun fuoco d’artificio, però c’è attenzione, i visitatori chiedono i prezzi, e abbiamo venduto tra l’altro bene Luca Gioacchino Di Bernardo». Mentre Studio la Linea, presente a Bologna con un solo show di Claudio Valerio, rivela che «le vendite sono state numerose e distribuite lungo più giornate, con un’affluenza particolarmente significativa al vernissage di giovedì e nella giornata di sabato. Abbiamo incontrato un pubblico presente, curioso e realmente coinvolto, elemento che ha reso il dialogo intorno al lavoro esposto concreto e produttivo. Arte Fiera 2026 è stata per noi un’edizione molto solida, sia dal punto di vista del mercato sia per la qualità della partecipazione».

«Ancora una vota, Arte Fiera si conferma un’ottima fiera italiana per qualità di espositori e visitatori», è il responso finale di Antonio Addamiano, fondatore e gallerista di Dep Art Gallery, domenica sera. «Al momento abbiamo già chiuso alcune vendite, una piccola tela di Scanavino a 9500 euro, un acquerello di Adami a 9500 euro, Regine Schumann 8000 euro, Miller a 9.450 euro ed Ullrich 7350 euro. Si conferma che i range compresi tra 5 e 10.000 euro si chiudono durante I giorni fieristici. Nel frattempo, avviate importanti trattative per altre opere di Adami e Salvo».

Dep Art Gallery, Milano, photo Fabio Mantegna, Milano

«La fiera è abbastanza bella, più ordinata, più curata, diciamo, negli spazi. E l’affluenza è stata alta, non c’è dubbio», dichiara a exibart Neri Pagnan, gallerista di NP ArtLab. «Io ho portato un progetto che coniuga sia l’esposizione di artisti storici sia quella di artisti contemporanei, però provenienti dall’Accademia di Venezia: mi sembrava un bel dialogo – si chiama infatti Dialogo Veneziano». Sulla risposta dei collezionisti, invece: «Ho riscontrato un grandissimo interesse per due degli artisti storici esposti nello stand, De Luigi e Morandis, però, onestamente, il processo di vendita è molto lento. Per quanto riguarda i giovani, invece, Nuo La Camere e Cristina Porro, abbiamo registrato delle vendite: stanno piacendo, però, come si può ben capire, uno stand con artisti emergenti, a prezzi molto bassi, non riesce a ripagarsi».

Buono il feedback di M77 Gallery: «Anche quest’anno», spiega Emanuela Baccaro, owner and co-founder, «abbiamo partecipato con grande entusiasmo ad Arte Fiera, un’occasione che ci permette di ampliare il nostro network, incontrando collezionisti provenienti da tutta Italia. In questa edizione, in particolare, abbiamo riscontrato una significativa presenza di visitatori e player del settore stranieri. Gli artisti che rappresentiamo hanno suscitato un interesse elevato, soprattutto le opere di Emilio Isgrò, Nino Migliori, Stefanoni e Maria Lai, ospitata anche nei nostri spazi milanesi di via Mecenate nella mostra Paso Doble. Una partecipazione, quella di quest’anno, che si dimostra positiva per la finalizzazione di importanti vendite».

M77, Arte fIERA 2026. PH Gabriele Abbruzzese
Courtesy ArtNoble Gallery. Photo Credit: Gabriele Abbruzzese
Pinksumme, Arte Fiera 2026. Ph. Sebastiano Luciano

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