Una collezione absolument moderne, selettiva ed eclettica. Sotheby’s mette all’asta le opere raccolte da Fernand Rambaud, quei lavori eccezionali capaci di restituire, decennio dopo decennio, la straordinaria apertura verso il mondo che ha sempre contraddistinto il collezionista francese.
Inizialmente concentrato sull’arte africana, dagli anni ’90 Rambaud spostò la sua attenzione sul Dopoguerra, con un occhio incredibile per gli artisti che transitarono a Parigi nella seconda metà del Novecento, dai pittori emergenti a nomi altisonanti come Pierre Soulages, Zao Wou-Ki, Hans Hartung e Joan Mirò.
18 opere, un’asta live – a Parigi, ovviamente. Il 3 giugno Sotheby’s renderà omaggio a un collezionista che mirava all’eccellenza. «Cercava il solo meglio di ogni singolo periodo di ogni artista», spiega Joelle Koops, Contemporary Art Specialist della maison.
Ed ecco quindi alcuni highlights dell’incanto. Primo fra tutti, un intenso dipinto del 1965 di Pierre Soulages, una tela di 130 x 162 cm dove «tutto è contrasto: bianco e nero – tanto più bianco perché presente solo negli spazi oscuri – il colore e la sua assenza – la vivacità del blu e l’immobilità del nero, la sua staticità» (stima: 2,5-3,5 milioni).
Incontriamo poi Zitterlein di Zao Wou-Ki, «caotico solo all’apparenza» (stima: 1,8-2,5 milioni), mentre La Chanteuse d’opéra di Joan Mirò, datato 1960, evoca al tempo stesso l’astrazione americana e la personalissima tavolozza dell’artista catalano (stima: 300,000-400,000). Appuntamento a giovedì 3 giugno, con una collezione absolument moderne – come una frase del quasi omonimo Rimbaud.
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