Categorie: Mercato

David Zwirner lancia Platform: 100 opere in vendita ogni mese

di - 21 Maggio 2021

Un’azienda che metterà in vendita ogni mese, online, 100 opere “a tempo limitato”, con prezzi compresi tra 2.500 e 50.000 dollari; il partner online dei principali espositori indipendenti, tutti sparsi per il mondo; uno spazio curato, veloce, immediato, ideale per acquistare opere d’arte contemporanea. Sono queste le coordinate di Platform, la nuova realtà che ieri ha debuttato con un plus non indifferente: a lanciarla è stato David Zwirner, il gigante blue chip che vanta gallerie tra New York, Londra, Parigi e Hong Kong. Gallerie IRL, s’intende, in real life, “realmente” visitabili. E quindi perché puntare sul digitale?

Partiamo da un presupposto necessario: l’online non è una novità in casa Zwirner, e da molto tempo prima della pandemia. Per citare un episodio, nel 2019 il sito della galleria  aveva ospitato la sezione virtuale di Art Basel, a mo’ di esperimento per una fiera virtuale (che triste ironia, con il senno di poi). Quel sito-shop, tra l’altro, Zwirner lo aveva inaugurato ben due anni prima di allora, nel 2017, anticipando i trend come un vero visionario sa fare. E nel primo semestre del 2020, poi, aveva inaugurato un progetto pilota – Platform, guarda caso – una Online Viewing Room per supportare le gallerie emergenti e offrire loro una vetrina importante. Insomma, l’approccio tecnologico non è mai stato un problema, ma stavolta l’art dealer ha dato un taglio netto alla faccenda, creando una realtà nuova, indipendente, una piattaforma svincolata dal modello in presenza.

«La decisione di investire in Platform come azienda indipendente è stata una decisione semplice», spiega Zwirner in un comunicato. «Sebbene l’idea sia emersa in modo organico dalla forza e dalla portata delle nostre vendite online, era chiaro che Platform doveva operare in modo indipendente da David Zwirner per poter servire le nostre gallerie partner in modo ottimale. Il team di Platform doveva includere non solo professionisti del mondo dell’arte, ma anche, e ciò era vitale, esperti digitali dei consumi, in modo da poter mettere la tecnologia al servizio dell’arte. Credo che Platform sia riuscita a ottenere questo e molto di più, e sostenerne lo sviluppo è stata un’esperienza stimolante».

20 maggio – 15 giugno: il “primo round” di Platform

Ed eccoci allora, il momento è arrivato. Da ieri e fino al 15 giugno, David Zwirner dà il primo assaggio di questo format figlio del presente: su Platform, chiunque potrà acquistare opere originali e mai viste prima, molte delle quali create ad hoc per l’occasione. Qualche esempio? I dipinti a olio di Izzy Barber, la pittrice en plein air rappresentata da James Fuentes; le opere su carta di Tunji Adeniyi-Jones, artista newyorkese nato nel Regno Unito e rappresentato da Nicelle Beauchene Gallery; gli acquerelli di Paul P., un artista canadese, in ascesa, rappresentato da Queer Thoughts. E poi ancora i lavori di Renée Green, Jibade-Khalil Huffman, Barbara Kasten, Jesse Mockrin, Kenny Rivero, Clare Rojas, Lily Stockman – ognuno, dicevamo, con prezzi che non superano i 50.000 dollari, per attirare in un colpo solo i collezionisti più esigenti e i nuovi acquirenti. Magari Millennials, come da copione.

«Il lancio di Platform segna un’importante innovazione per il settore, nonché un’evoluzione naturale delle nostre iniziative digitali e del nostro impegno a mettere l’artista al centro», afferma Lucas Zwirner, che ha supervisionato lo sviluppo e il lancio di Platform. «Dal 2017, abbiamo identificato il panorama online come una frontiera essenziale per l’espansione del pubblico per i nostri artisti. La pandemia ha accelerato questo processo per l’intera comunità culturale. E sebbene Platform sia nata da questo momento, riflette anche la nostra convinzione che la vitalità dell’ecosistema artistico cresca principalmente da artisti visionari e dalle gallerie che li promuovono nel tempo. Platform è un vero partner online per le gallerie indipendenti e consente agli artisti di incontrare nuovi utenti ovunque si trovino, utenti che formano un pubblico sempre più globale».

Gli fa eco Bettina Huang, direttrice generale di Platform: «Sebbene l’arte contemporanea e gli artisti siano più popolari che mai, l’acquisto di opere d’arte può rimanere un’esperienza oscura e intimidatoria per il consumatore generale. La creazione di Platform richiedeva molto di più di un semplice sito web su cui aggiungere opere d’arte. Avevamo bisogno di plasmare attentamente il sito, la sua tecnologia e i suoi contenuti per generare un’esperienza che entusiasmasse i visitatori, che risultasse naturale per l’approccio quotidiano con cui fanno acquisti e indagano online, e che al contempo fosse degna di essere utilizzata da artisti e di vendere arte di alto livello». E a noi non resta che scoprire come andrà.

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