Il triceratopo Cera. Courtesy Phillips
Lo scheletro di una creatura vissuta oltre sessantasei milioni di anni fa in un’asta di arte moderna? È accaduto a New York, quando Phillips ha scelto di presentare un raro esemplare di giovane Triceratopo con i lotti della Modern & Contemporary Art Day and Evening Sale dello scorso 18 novembre. Il fossile, noto come Cera, è uno degli esemplari più completi e meglio conservati di Triceratops mai comparsi sul mercato; e, soprattutto, è una novità assoluta per la casa d’aste Phillips, al suo debutto con i giganti giurassici.
Cera non è grande come Big Jhon, il triceratopo venduto da Drouot nel 2021; le sue dimensioni contenute e la struttura scheletrica ancora in formazione restituiscono l’immagine di un animale giovane, fragile, lontano dalla monumentalità a cui siamo abituati. Inoltre la scelta curatoriale di inserirlo in una vendita di arte moderna e contemporanea, è un’affermazione concettuale. In un contemporaneo virtualmente atemporale, il dinosauro diventa un oggetto perfettamente attuale: una scultura naturale, un frammento di tempo assoluto, capace di dialogare con le ossessioni del presente.
Offerto con una stima compresa tra i 2,5 e i 3,5 milioni di dollari, il giovane Cera ha superato decisamente le aspettative della casa d’aste, raggiungendo un’aggiudicazione di $ 5.377.000 – solo 2 milioni in meno rispetto ai 7,7 realizzati dal “fratellone” Big Jhon. Ma non è finita qui. Come scritto sopra, il Triceratops in asta è stato “messo in ombra” solo da un dittico di Francis Bacon, intitolato Study for Head of Isabella Rawsthorne and George Dyer e battuto a $ 16.015.000, e da un’imponente tela di Joan Mitchell, venduta a $ 14.290.000; il suo prezzo di aggiudicazione ha sorpassato quello di Exercise (1984) di Basquiat, $ 3.852.000, e di un Untitled (1947 ca.) di Jackson Pollock, $ 3.486.000, venduti nella stessa tornata. Un risultato che ormai (quasi) non sorprende più, soprattuto se inserito nel contesto più ampio della corsa ai dinosauri che, negli ultimi anni, ha riscritto le gerarchie del collezionismo internazionale.
E d’altronde, quanto è glamour un dinosauro in salotto? Dalla vendita del tirannosauro Sue nel 1997 fino al magnifico giovane Ceratosaurus che da Sotheby’s New York a luglio sfrecciava a oltre 30 milioni, il fossile è diventato oggi un oggetto di desiderio trasversale, capace di parlare tanto al collezionista quanto all’istituzione. Il risultato di Cera si inserisce quindi in una traiettoria ormai ben definita.
Nel 2024, sempre Sotheby’s ha fissato il record assoluto per un fossile di dinosauro con la vendita di Apex, uno stegosauro straordinariamente completo, aggiudicato per 44,6 milioni di dollari a New York, una cifra che ha definitivamente “alzato l’asticella” di questa porzione di mercato. Già nel 2020 il Tyrannosaurus Rex Stan aveva superato i 31 milioni e negli anni successivi altri esemplari di ceratosauri, allosauri e gorgosauri hanno ruggito nei saloni d’asta per risultati a 7 e 8 cifre, consolidando un interesse che non può più essere letto come fenomeno episodico, dettato da rarità, grado di conservazione, forza iconica dei soggetti, provenienze e allestimenti spettacolari.
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