Lucian Freud, Blond Girl on a Bed (est. £6-8m). Courtesy of Sotheby's
«Quattro dei più importanti dipinti della School of London mai presentati sul mercato!». Così recita il comunicato di Sotheby’s, annunciando un autoritratto di Francis Bacon, due opere di Lucian Freud e una tela di Leon Kossoff tra i lotti che brilleranno all’asta a Londra, il prossimo 4 marzo, nel catalogo della Modern & Contemporary Evening Sale. Provengono tutti dalla collezione di Joe Lewis (presidente del Tottenham, settima persona più ricca d’Inghilterra, ma anche ex proprietario dell’iconico Pool with two figure di David Hockney, venduto da Christie’s nel 2018 per oltre $ 90 milioni) e rivelano un interessante focus sulla pittura britannica del secondo dopoguerra. A Young Painter (1957-58, stimata tra £ 4 e 6 milioni) e Blond Girl on a Bed, (1987, stimata tra £ 6 e 8 milioni) di Lucian Freud sono due opere emblematiche della produzione del pittore. Self-Portrait, (1972) fu invece dipinto da Bacon lo stesso anno della morte di George Dyer, il suo storico compagno, ed è l’unico autoritratto del 1972 mai apparso in asta, stimato oggi tra gli £ 8 e i 12 milioni. Mentre Children’s Swimming Pool, 11 O’Clock Saturday Morning, August 1969, di Leon Kossoff, è stimata tra £ 600.000 e 800.000.
La selezione di Sotheby’s London ripropone la genealogia della pittura inglese contemporanea, in cui la figura umana diventa campo di battaglia psicologico, superficie su cui si depositano trauma, desiderio e memoria. La modernità, spinta dalla sua fiducia nel progresso, nella conoscenza, nei sistemi di pensiero consolidati trovò la sua fine nelle atrocità della seconda guerra mondiale. Dall’Olocausto alla bomba atomica, gli orrori perpetrati sia dall’uno che dell’altro schieramento avevano come unico scopo l’annullamento totale dell’individuo. Le cicatrici e lo stupore lasciati da questi eventi furono ampiamente documentati dalla produzione artistica di quei pittori che nei due decenni successivi alla seconda guerra mondiale si incontrano in una Londra ancora martoriata dai bombardamenti.
La critica li riconoscerà più avanti con il nome di School of London, con l’intento di riconoscere uno stile pittorico eccezionale in quegli artisti che, nella loro tormentata concentrazione sulla centralità della figura umana, risultavano incompatibili con il contesto culturale dominante. Pittori diversi per temperamento e metodo, ma uniti da un’urgenza comune: interrogare la condizione umana senza filtri né consolazioni. Non un movimento codificato, ma una costellazione di individualità che, in un’epoca dominata da astrazione e minimalismo, scelse ostinatamente la materia, la carne, la presenza, la relazione diretta con il reale. Ed è proprio in questa misura, storica e critica, che si colloca la decisione di Sotheby’s di portare in asta a Londra i quattro capolavori della Lewis Collection: un nucleo che non solo riunisce sul mercato tre protagonisti assoluti della figurazione del secondo Novecento, ma riattiva la carica critica della School of London, ricordandocene la sua radicale attualità.
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