Categorie: Mercato

Heritage Auctions mette all’asta la grande onda di Hokusai

di - 11 Marzo 2025

Non solo le proposte delle majors Sotheby’s e Christie’s (di cui vi parlavamo in questo articolo, tra dragoni e vasi lunari). L’americana Heritage Auctions – iper spacializzata in memorabilia, con record disseminati tra cimeli cinematografici e sportivi – prende parte alla Asia Week New York mettendo all’asta l’iconica Grande Onda di Katsushika Hokusai. E non una qualunque: ha un pedigree di tutto rispetto, essendo transitata per la Nelkin Collection. «Questa immagine è universalmente riconosciuta e amata per il suo dinamismo, eleganza e potenza senza tempo», dichiara Nick Dawes, Senior Vice President of Special Collections di Heritage. «Mi sono innamorato de La grande onda nei primi anni ’70, in Inghilterra. Le osservazioni accademiche che ho letto allora (e da allora) su questa straordinaria immagine hanno plasmato la mia comprensione della storia dell’arte e mi sento immensamente privilegiato nell’avere tra le mani una stampa originale. Grazie, Ruth Nelkin, per questo regalo!».

E in effetti poche immagini nella storia dell’arte hanno affascinato il mondo come Under the Wave Off Kanagawa, più nota come The Great Wave. Creato da Hokusai nei primi anni del 1830, questo capolavoro della xilografia giapponese è diventato letteralmente virale, un’icona globale immediatamente riconoscibile, che ha influenzato artisti e collezionisti per quasi due secoli. La stima, da Heritage Auctions? $ 100.000-150.000. Una cifra straordinaria, che tuttavia non sfiora il record assoluto per l’incredibile onda: nel 2023, da Christie’s New York (sempre nell’ambito della settimana dedicata all’arte orientale), lo stesso soggetto raggiungeva il tetto di $ 2,8 milioni.

Utagawa Yoshifuji © Heritage Auctions

È in buona compagnia, il capolavoro di Hokusai, durante la settimana (lunga) che a New York omaggia l’arte orientale: l’asta del 20 marzo, da Heritage Auctions, segna l’ultima puntata delle vendite dedicate alla Nelkin Collection, dopo due aste di arte asiatica da record a giugno e settembre 2024, che insieme hanno stabilito più di 60 prezzi da world record. Quindi eccoci all’ultima manche, con una selezione sapientemente curata di opere dei più rinomati incisori giapponesi, tra cui Suzuki Harunobu, Utagawa Hiroshige I, Utagawa Hiroshige II, Tsukioka Yoshitoshi, Totoya Hokkei, Keisai Eisen, Kawase Hasui e Yoshida Hiroshi.

«Siamo entusiasti di presentare le selezioni finali della straordinaria collezione di Ruth Nelkin», afferma Sachiko Hori, un’autorità in fatto di opere d’arte giapponesi, ha lavorato a lungo anche con la Nelkin Collection. «Il profondo apprezzamento di Ruth sia per i classici del periodo Edo che per le stampe shin-hanga dei primi del XX secolo traspare in questa vendita. Dalle scene drammatiche di guerrieri alle squisite rappresentazioni della natura, la sua collezione era sia vasta che intenzionale. Altri punti salienti includono il Drum Bridge di Hokusai al Kameido Tenjin Shrine, il raro ritratto a figura intera dell’attore kabuki di Toyokuni I, lo splendido falconiere di Chōensai Eishin e il famoso tempio Zōjō-ji di Kawase Hasui nella neve».

© Heritage Auctions

Qualche anticipazione, al di là della Grande Onda: senz’altro Li Bo (Ri Haku) di Hokusai, dalla serie Un vero specchio di poesie giapponesi e cinesi (Shiika shashin kyō), anno 1833; sorprendente è anche la stampa illusionistica di Utagawa Yoshifuji (uno studente di Utagawa Kuniyoshi noto per le sue composizioni giocose), raffigura un formidabile volto felino formato da più gatti più piccoli. E non finisce qui, perché la celebrazione dell’Asia Week di Heritage Auctions continua il 21 marzo con il format Asian Art Signature, una vendita interamente dedicata a una vasta gamma di tesori cinesi, giapponesi, coreani, indiani, himalayani e del sud-est asiatico. Vale a dire: tante categorie di collectibles, tanti quanti i generi di collectors interessati a chiudere affari. Ce n’è per tutti i gusti: dalle ceramiche della dinastia Song alle giade della dinastia Ming, fino alle porcellane, ai dipinti e ai tessuti della dinastia. L’appuntamento è nella Grande Mela, con lo sguardo puntato a Est.

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