Categorie: Mercato

I musei internazionali che hanno comprato opere al Tefaf

di - 7 Ottobre 2025

Non solo collezionisti privati. Ogni anno la fiera delle meraviglie Tefaf attrae oltre 400 direttori e curatori, insieme a centinaia di mecenati provenienti da istituzioni globali. Qualche nome? Il Metropolitan Museum of Art di New York, il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Louvre e il Musée d’Orsay di Parigi, il Guwei Museum di Hong Kong, la National Gallery di Londra – solo per rendere l’idea. Adesso The European Fine Art Foundation – al secolo TEFAF – rende note le importanti acquisizioni istituzionali registrate durante le edizioni 2025 di Maastricht (15-20 marzo 2025, qui il nostro report in diretta) e New York (9-13 maggio 2025). È la «conferma del ruolo di TEFAF come piattaforma affidabile per lo scambio culturale e il collezionismo istituzionale», dichiara Paul van den Biesen, responsabile collezionisti e musei per Tefaf. «Queste acquisizioni non solo testimoniano l’ampiezza e la competenza delle nostre gallerie espositive, ma garantiscono anche che le opere d’arte entrino a far parte di collezioni pubbliche dove possono essere studiate, conservate e condivise con il pubblico per le generazioni future».

Solo qualche nome di tesori sparsi, accaparrati dai grandi musei. Come Tripod (Athénienne) di Joseph Chinard (1756-1813), uno degli scultori di maggior successo della Francia post-rivoluzionaria, acquistato dal Metropolitan Museum of Art dal mercante londinese Stuart Lochhead Sculpture. Poi Miss Clara di Petrus Camper, venduta da Kunsthandel Mehringer al Rijksmuseum, dove ora fa parte di una collezione di disegni raffiguranti Clara, la rinoceronte che affascinò l’Europa del XIX secolo dopo il suo arrivo a Rotterdam nel 1741. Mentre An Ennameled Gemellion with a Horse and Rider (c. 1250-75), di Sam Fogg, è una ciotola un tempo utilizzata dai Limougeauds per lavarsi le mani in contesti sia secolari che liturgici, acquistata dal Minneapolis Institute of Art. Prezioso il ciondolo d’oro, venduto dalla storica galleria Deborah Elvira al Museo Statale del Castello di Wawel, in Polonia. Mentre una scultura in bronzo dorato e patinato (1610-1615 circa) di Pietro Tacca è stata venduta da Stuart Lochhead Sculpture a un collezionista privato statunitense come dono al Fine Arts Museums di San Francisco.

Si fa lunga la lista di oggetti e opere d’arte acquisite da musei e istituzioni, pronte ora a incontrare il grande pubblico. Come nel caso del boccale montato in porcellana e argento e del boccale in porcellana,acquisiti dal Guwei Museum di Hong Kong da Vanderven Oriental Art, uno dei mercanti fondatori di TEFAF. Una coppia di mensole angolari Luigi XVI, probabilmente opera dell’artigiano Gilles Joubert (1689-1775), vendute dalla Galerie Léage, hanno trovato casa al Centre des Monuments Nationaux, in Francia. E non mancano ovviamente i grandi nomi italiani: era esposto da esposto da Antonacci Lapiccirella Fine Art il dipinto Riflessi sull’acqua dell’artista svedese Gustav Fjæstad, adesso ha trovato una nuova collocazione alla National Gallery of Canada, dove sarà esposto nella mostra Winter Count: Embracing the Cold, in apertura il prossimo 21 novembre; e per finire La Deposizione di Cristo di Maerten van Heemskerck – il pannello centrale di un trittico del XVIsecolo – è stato venduto da Caretto & Occhinegro al Worcester Art Museum, riunendo così il dipinto con le sue ali donatrici, che sono state concesse in prestito a lungo termine al museo.

«I valori fondamentali della nostra fondazione», spiega ancora Paul van den Biesen, «sono radicati nei suoi stretti legami con il mondo dei musei. I musei non solo raccolgono e conservano il patrimonio culturale, ma contribuiscono anche a mantenere i più alti standard di verifica nelle fiere. Con iniziative come il TEFAF Museum Restoration Fund e il TEFAF Curator Course, TEFAF rafforza la sua partnership con le istituzioni, mantenendo i musei al centro della sua missione».

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