Categorie: Mercato

I vecchi maestri sono nuove scoperte, da Dorotheum

di - 20 Aprile 2025

Una selezione di opere rare, frutto di significative scoperte storico-artistiche, realizzate da alcuni dei più celebri maestri dell’epoca. Così Dorotheum annuncia la prossima asta dedicata ai Dipinti Antichi, in calendario a Vienna il 29 aprile: una vendita che «riflette l’atmosfera vivace, competitiva e intellettualmente stimolante della Firenze rinascimentale dei primi del Cinquecento», dicono dalla maison, «oltre alle innovazioni artistiche sviluppatesi nei Paesi Bassi nello stesso periodo». Guardo ai pezzi forti del catalogo.

Si parte con un raro e completo ciclo di quattro dipinti raffiguranti Le Quattro Stagioni, che «testimonia l’eccezionale collaborazione tra due dei più grandi maestri fiamminghi»: vale a dire Joos de Momper II, che ha concepito le ampie e minuziosamente dettagliate composizioni paesaggistiche; mentre Jan Brueghel il Vecchio ha arricchito l’opera con la sua straordinaria maestria nei dettagli delle figure e degli animali. È conosciuta una sola altra serie completa delle Quattro Stagioni realizzata dai due artisti. La stima, da Dorotheum, è di € 600.000-800.000.

Luca Cambiaso (1527–1585), Diana e Callisto, olio su tela, 230 x 185,5 cm, stima € 600.000–800-000 © Dorotheum

C’è anche Herri met de Bles tra i vecchi maestri selezionati dalla casa d’aste, la sua opera illustra alcuni episodi tratti dalla Visione dell’Apocalisse di San Giovanni a Patmos, ambientati in un contesto marittimo, tra scogliere rocciose, il mare, il porto, la città. Stima € 80.000-120.000. Mentre un’importante opera tarda del cinquecentesco Luca Cambiaso illustra il racconto mitologico di Diana e Callisto. La particolarità? «è stato fino ad ora sconosciuto agli storici dell’arte», spiegano da Dorotheum. «Recenti ricerche hanno suggerito che l’opera potrebbe aver fatto parte della leggendaria collezione dell’Imperatore Rodolfo II a Praga». Viene offerto sul mercato con un pronostico di € 600.000-800.000.

Raffaello Sanzio (1483–1520), Studio di testa, 70 x 56 mm, stima € 120.000 – 180.000. © Dorotheum

E a proposito di nomi importanti: un altro highlight dell’asta è senza dubbio un piccolo Studio di Testa di Raffaello, eseguito con inchiostro nero su carta e datato circa 1507. Raffaello arrivò a Firenze verso la fine del 1504, in un periodo particolarmente vivace del Rinascimento. Questo schizzo preparatorio testimonia la sua profonda immersione, in età giovanile, nell’intensa rivalità artistica dell’epoca, mentre assimila gli stili di Leonardo e Michelangelo. Ha un precedente altisonante: appartenne in passato al ritrattista britannico Sir Thomas Lawrence. Oggi potrebbe passare di mano per € 120.000-180.000.

Uno studio preparatorio non finito realizzato con inchiostro nero su tavola, prodotto nella bottega di Leonardo da Vinci da Fernando Llanos e forse in parte dallo stesso maestro, datato 1504 sul retro (stima: € 100.000-150.000). Poi un busto in terracotta del Cristo Risorto ad opera di Andrea Sansovino (€ 40.000-60.000). C’è tutto questo in vendita da Dorotheum, a fine aprile.

Bottega di Leonardo da Vinci, Fernando Llanos (circa 1475/80 – dopo 1521), Salvator Mundi, inchiostro nero su tavola preparata, 53 x 38,5 cm, stima € 100.000–150.000. © Dorotheum

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30