Categorie: Mercato

Il gabinetto d’oro va all’asta, e Cattelan mette di nuovo il mercato in discussione

di - 31 Ottobre 2025

Con la banana da $ 6,2 milioni – e la sfilza di domande che un’operazione simile si porta appresso: qual è il valore dell’arte, e chi lo definisce, e quanto duraSotheby’s faceva il colpo grosso esattamente un anno fa, tra le aste dei record di New York. Quasi un dito medio silenzioso al sistema, a benpensanti detrattori illuminati tutti insieme, perché il mercato definisce che un frutto vale una cifra a sei zeri e così è, se vi pare – ma se non vi pare, non cambia la storia. Ed ecco la notizia: il 18 novembre, Sotheby’s farà il bis di irriverenza con America di Maurizio Cattelan. Quel gabinetto in oro massiccio apparso per la prima volta al Guggenheim Museum nel 2016, poi rubato al Blenheim Palace nel 2019, e adesso un altro esemplare di 101,2 kg – l’unico conosciuto oggi, fino a prova contraria – attende l’esito del martello al Breuer Building di Manhattan. Non in una teca, non su un piedistallo: «Sarà installato nei bagni del Breuer», spiegano da Sotheby’s, a proposito dell’esposizione pre-incanto, «e i visitatori saranno invitati a vederlo individualmente, in un’esperienza intima». Come ai tempi – d’oro – della mostra al Guggenheim, quando oltre centomila persone si misero in fila per utilizzarlo, con tanti saluti alla sacralità del museo. Ma «stavolta la scultura non sarà utilizzabile», tengono a specificare dalla casa d’aste, «per motivi di sicurezza e conservazione». Scintillante e lucente prima della vendita, prezioso come il Bird in Space (1928) di Constantin Brancusi, alla stregua del Bunny (1986) di Jeff Koons; un’opera d’arte a tutti gli effetti, ma nel pieno possesso delle sue funzioni originarie – e qui sta lo scarto rispetto allo storico orinatoio Fountain di Marchel Duchamp, firmato “R. Mutt”. «Cattelan presenta un’opera il cui valore materiale è indiscutibile», afferma Lucius Elliott, Head of Contemporary Art Marquee Sales, Sotheby’s New York, il riferimento è all’opulenza ostentata di quei 100 kg d’oro. «Installandola in un bagno, trasforma un simbolo di ricchezza in un gesto di universalità». Ma c’è ancora un’anomalia, una peculiarità da segnalare, sul transito di America da Sotheby’s New York: per la prima volta nella storia delle aste, l’offerta iniziale resterà incerta proprio fino alla fine, dipenderà dal valore dell’oro al momento fatidico del bid. Imprevedibile, intangibile. Se l’asta fosse oggi, il 31 ottobre 2025, si attesterebbe intorno ai $ 10 milioni. «America è il tour de force di Maurizio Cattelan», dichiara David Galperin, Head of Contemporary Art, Sotheby’s New York. «Riflettendo in senso figurato e letterale sul mondo dell’arte, l’opera affronta le questioni più scomode sul valore dell’arte e sui sistemi di credenze che sostengono le istituzioni del mercato e del museo». Vedi l’installazione nei bagni, vedi l’impalpabilità, e imponderabilità, del suo risultato finale. «Con il suo gesto più duchampiano, Cattelan decostruisce un secolo di storia dell’arte, immaginando un nuovo modo di pensare – con il suo coraggio, il suo genio concettuale e il suo tagliente senso dell’umorismo». Un’offerta d’oro. Verdetto finale a novembre.

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