Enrico Castellani, Superficie bianca n. 1 (1967). Il Ponte Casa d'Aste
Enrico Castellani, Karel Appel, Renato Guttuso. L’incanto invernale di Arte Moderna e Contemporanea de Il Ponte è stato un verso successo, con un totale di € 5,2 milioni, il 95% dei lotti venduti, più di 1.000 bidders connessi da oltre 50 nazioni e il 240% di rivalutazione dei prezzi base. «Quella a cui abbiamo assistito è stata un’asta davvero sbalorditiva», spiega il Capo Dipartimento Freddy Battino, «e, considerato il periodo, ha superato di gran lunga qualsiasi aspettativa».
Ed ecco allora il posto d’onore, una splendida Superficie bianca n. 1 (1967) di Enrico Castellani aggiudicata per € 387.500, seguita da Angoisse (1960) di Karel Appel, che ha trovato un acquirente per € 287.500; a far scintille, poi, è il Passaggio pedonale di Renato Guttuso (1957), andato per € 225.000; e ancora, Senza titolo (Yellow splashes) di Sam Francis, passato di mano per € 212.500. Proprio i capolavori da cui, nell’intervista [qui], il Capo Dipartimento diceva di aspettarsi «grandi performances».
Ma non è finta, ovviamente. Tra i 276 lotti che hanno sfilato nella cornice di Palazzo Crivelli, segnaliamo anche il Senza titolo di Cy Twombly (€ 137.500), Aerei di Alighiero Boetti del 1983 (€ 212.500) e grandi nomi del Novecento italiano, come Carlo Carrà con Natura morta con orcio del 1927 (€ 60.000), Giacomo Balla con Forze pessimiste e ottimiste del 1922 (€ 93.750) e Massimo Campigli con Figure del 1959 (€ 92.500). È proprio vero, quindi: «il futuro ha un cuore antico».
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