A gennaio vi avevamo annunciato i nomi delle 66 gallerie che avrebbero esposto alla decima edizione di Frieze New York, in programma dal 5 al 9 maggio. Ebbene, l’elenco non è più valido. O meglio, lo è solo in parte, perché 22 rivenditori internazionali hanno annullato la propria partecipazione in seguito agli sviluppi dell’emergenza sanitaria.
Saranno solo 44, quindi, i booth presenti in fiera? Ovviamente no, perché Frieze è corsa subito ai ripari, sostituendo i nomi cancellati con 17 nuove gallerie – soprattutto locali, con sede a New York. A dare la notizia è Artnet che riporta, tra gli altri, il caso di due gallerie brasiliane: Fortes D’Aloia & Gabriel e Galeria Vermelho hanno rinunciato a partecipare per via della situazione del Paese d’origine, con il proliferare fuori controllo di varianti del Covid-19. Conferma la propria presenza, invece, Perrotin, pur riconoscendo le difficoltà generali del momento.
«Quest’anno è stato incredibilmente impegnativo per tutti noi. Ora più che mai», dichiara Loring Randolph, Director of Programming di Frieze New York, «è importante supportare le nostre gallerie e i nostri artisti». E così, mentre il sito ufficiale comunica che “i biglietti per Frieze New York sono sold out”, la fiera si prepara a inaugurare la prima edizione al The Shed di Manhattan – la nuova sede selezionata al posto dell’iconico tendone a Randall’s Island, pensata per favorire il distanziamento sociale.
Qualche breve anticipazione di quello che vedremo: David Zwirner porta in scena le opere di Dana Schutz, Marian Goodman Gallery presenta nuovi lavori di Annette Messager, Lisson Gallery punta i riflettori su Daniel Buren, mentre la milanese Clima è rappresentata dall’artista Dana Lok. Non solo, perché in parallelo all’evento IRL (In Real Life), Frieze aveva già previsto una versione digitale, con le ormai consuete Viewing Room che resteranno visibili, online, fino al prossimo 14 maggio. Appuntamento a mercoledì 5 maggio per l’inizio di una delle prime, attesissime, grandi fiere in presenza.
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