C’è MAZE Art nel cuore delle Alpi, a St.Moritz. Una “fiera boutique”, come si dice in questi casi – appena una trentina di stand – in mostra dal 27 febbraio al 1° marzo. Che si traducono in un’atmosfera intima, curata, e la selezione dei booth è raffinatissima d’altronde, quasi un microcosmo che racchiude il meglio, dall’antiquariato al collectible design. «Ciò che distingue MAZE/Art St. Moritz 2026», rivela a exibart il direttore artistico Baptiste Janin, «è la sua capacità di creare un dialogo coerente tra luogo, programma e persone. Ambientata negli interni in stile Belle Époque dell’Hotel Reine Victoria, la fiera riunisce circa trenta gallerie selezionate con rigore, operanti in ambiti che spaziano dall’arte moderna e contemporanea al design da collezione, dalla fotografia agli oggetti d’eccezione e all’antiquariato – dai maestri antichi di De Jonckheere ai pezzi iconici di design di Friedman Benda, dall’arte italiana del dopoguerra di Mazzoleni al patrimonio concettuale di Pietro Spartà . Questo approccio trasversale riflette il modo in cui i collezionisti vivono davvero l’arte: attraversando epoche, linguaggi e categorie».
Sguardo agli highlights degli stand. C’è Friedman Benda tra i protagonisti della nuova edizione,al centro del booth presenta una selezione di opere fondamentali di Ettore Sottsass che celebra i suoi anni sperimentali tra il 1955 e il 1965, con risultati negli ambiti della ceramica, dell’arredamento, della pittura, inclusi gli esemplari provenienti dalla collezione personale dell’architetto e designer italiano. Uno dei dipinti più significativi di Sottsass, Opera Cosmica (1958), è stato presentato al pubblico più recentemente in occasione di L’Objet Magique (2021–22), la mostra retrospettiva dedicata a Sottsass al Centre Pompidou di Parigi. Poi ancora Matteo Lampertico, Mazzoleni, Mennour, L’Appartement, Pietro Sparta, De Jonckheere, Angela Weber. E intanto Phillips, nel suo stand, prosegue il tour mondiale dei capolavori di Vilhelm Hammershøi, prima dell’esito finale nelle aste di Modern & Contemporary Art di marzo e maggio.
«Oltre all’esposizione», spiega ancora il direttore artistico, «iniziative come la collaborazione con il Muzeum Susch estendono l’esperienza nel tessuto culturale dell’Engadina — una regione definita da audacia, raffinatezza e spirito cosmopolita. Il nostro format boutique garantisce intimità , visibilità mirata e incontri significativi, trasformando St. Moritz non solo in una fiera, ma in un momento curato in cui arte, architettura e contesto confluiscono».
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