Palazzo Belgioioso, Milan. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Seoul Photo: Adriano Mura
È successo di nuovo: Palazzo Belgioioso, a Milano, attrae i colossi dell’art market globale. E così dopo MASSIMODECARLO e Peres Projects, ecco che a insidiarsi nelle sue sale preziose, a due passi dal Teatro alla Scala e dalla Casa del Manzoni, è la super galleria Thaddaeus Ropac. Che festeggia con Milano la sua sede numero sette, in coda agli spazi sparsi tra Londra, Parigi, Salisburgo e Seoul – a proposito di giganti internazionali.
«Milano è crocevia d’Europa», dichiara il gallerista Thaddaeus Ropac, «l’Italia cuore pulsante del continente: un Paese che ha profondamente plasmato l’evoluzione dell’arte nel corso dei secoli e dove sono nati movimenti artistici moderni cruciali. Abbiamo sempre avvertito la mancanza dell’Italia nella nostra costellazione di gallerie europee, ritenendola importante per la nostra crescita internazionale e per lo sviluppo dei nostri artisti». Detto, fatto. L’appuntamento è all’inizio dell’autunno del 2025, con 280 metri quadrati tra primo, secondo e terzo piano (e anche la stessa Piazza Belgioioso, all’esterno, dove la galleria potrà presentare alcune opere speciali).
Sarà Elena Bonanno di Linguaglossa l’amministratore delegato dell’avamposto italiano, e nel suo nuovo ruolo confluiranno quasi venticinque anni di esperienza nel campo dell’arte moderna e contemporanea (da ultimo, quello di senior director presso Lévy Gorvy Dayan). «Ho sempre ammirato l’eccezionale selezione di artisti che la galleria rappresenta e l’approccio visionario con cui Thaddaeus lavora con loro», dichiara Elena Bonanno di Linguaglossa, «così come il modo in cui il programma si è evoluto in modo così avvincente grazie ai nuovi artisti che si sono aggiunti negli ultimi anni. Sono molto felice di entrare a far parte del team e credo fermamente che Milano, da sempre luogo di grandi collezionisti e collezioni e ora con una fiorente scena artistica, sia la giusta scelta per la galleria e i suoi artisti. Thaddaeus Ropac Milano darà un contributo significativo all’emergere della città come destinazione artistica internazionale di primo piano».
Così la nuova maxi sede si inserisce all’interno del circuito dei grandi musei cittadini, con la Pinacoteca di Brera, Palazzo Reale, il Museo del Novecento e il Museo d’arte moderna e contemporanea Palazzo Citterio, di recentissima apertura. «In questi decenni», spiega ancora Thaddaeus Ropac, «abbiamo instaurato relazioni significative con collezionisti e istituzioni e il particolare slancio che Milano sta dimostrando in questi ultimi anni come destinazione artistica la rende una scelta naturale per noi. Avere il team giusto e la sede ideale è essenziale, siamo quindi molto felici di avere Elena al timone della nostra galleria milanese». Appuntamento all’autunno a Palazzo Belgioioso.
A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la lucidità sovversiva di un artista capace…
Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…
A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…
Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Celine e Jesse si incontrano sul treno, e si innamorano prima dell’alba. A distanza di trent’anni, il film cult di…