WILD RASPBERRIES, INSCRIBED TO FASHION ICON D.D. RYAN. ANDY WARHOL AND SUSIE FRANKFURT (RECIPES). Bonhams
Lo avreste mai detto? Questa è un’opera di Andy Warhol. L’ha realizzata negli anni ‘50, quando era un artista poco conosciuto e nessuno ancora lo associava alle serigrafie di Marilyn Monroe, ai barattoli Campbell, ai Velvet Underground. Wild Raspberries (“lamponi selvatici”, ma anche “pernacchie selvatiche”) è un libro di ricette stravaganti che include sculture di frutta, piramidi di uova, un’iguana blu e una tale omelette Greta Garbo, «da mangiare sempre da soli in una stanza a lume di candela». È stato prodotto con l’aiuto della madre Julia Warhola e colorato a mano da quattro ragazzi che vivevano nello stesso palazzo, al piano superiore. Insieme riuscirono a realizzarne 34 copie: una di queste andrà all’asta dal 22 al 30 marzo da Bonhams, con una stima di 30,000 – 50,000 dollari.
Ma da dove nacque l’idea? A quei tempi Andy Warhol era art director della casa editrice Doubleday e realizzava illustrazioni per libri per bambini. Un giorno, per caso, l’interior designer Suzie Frankfurt visitò una sua mostra a Manhattan, tutta incentrata su singolari immagini di fiori e farfalle, e ne rimase colpita. Si conobbero, si piacquero, diventarono amici. Lei gli propose di creare insieme un libro di ricette fuori dalle righe, per fare il verso a quei livres de cuisine pomposi che andavano di moda in Francia. Si sarebbe mai lasciato scappare un’occasione simile il timido Warhol, che ai tempi si nutriva quasi esclusivamente di dolci e trascorreva le sue giornate tra il Café Nicholson, i tavolini del Serendipty e la pasticceria dell’Hotel Plaza? Detto, fatto. Lo progettarono insieme, lei i testi e lui i disegni; il resto già lo conoscete.
«Questi libri auto-pubblicati dei primi anni ’50», dichiara Darren Sutherland, Books and Manuscripts specialist di Bonhams, a New York, «gettano una luce affascinante sulla mente e la pratica artistica di Andy Warhol negli anni prima che diventasse un artista da galleria e poi, naturalmente, una delle figure più conosciute al mondo. I libri erano principalmente intesi come regali stravaganti per amici e clienti, ma riassumono perfettamente tutta la giocosità e l’amore per il design grafico che caratterizzò il lavoro di Warhol come artista commerciale e che, in seguito, incorporò nel suo lavoro maturo».
Ma le ricette di Warhol non sono le uniche (bellissime) stravaganze presentate alla Fine Books and Manuscripts Sale di Bonhams. È il caso di 25 Cats Name[d] Sam and One Blue Pussy, un volume che merita senz’altro un ulteriore riferimento alla biografia di Warhol: negli anni ’50, Andy viveva al numero 1342 di Lexington Avenue con una ventina di gatti siamesi. Si chiamavano tutti Sam, con l’eccezione di uno, Hester, che ci piace immaginare come il micio blu nel libro di Bonhams (stima: 60,000-80,000 dollari).
Sul catalogo dell’asta troviamo anche i volumi Love is a Pink Cake, del 1953, e A is an Alphabet, del 1957, entrambi frutto della collaborazione tra Andy Warhol e Ralph Thomas Ward (“Corkie”). Verranno messi all’incanto con una stima di 8,000-12,000 dollari ciascuno.
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