Louis Fratino, Wet Lonely Morning, 2017. © Christie’s Images Limited 2023
Classe 1993, una presenza importante alla Biennale di Venezia 2024, nel Padiglione Centrale, un record d’asta freschissimo, da Christie’s New York, fissato a $ 756.000. Adesso un nuovo annuncio: la mega galleria internazionale David Zwirner accoglie ufficialmente l’artista Louis Fratino. «Sono entusiasta di dare il benvenuto a Louis Fratino», dichiara il gallerista. «I suoi dipinti sensuali ed erotici sono impossibili da ignorare: inevitabilmente attirano e mettono lo spettatore a confronto con sé stesso. Ai miei occhi la sua arte potente è davvero del nostro tempo – o forse dovrei dire del suo tempo – e ci sfida ad abbracciare un’intimità e una sensualità che non hanno ancora trovato posto nel canone».
Un passaggio che segna una tappa decisiva nella carriera dell’artista, già sostenuto da Sikkema Malloy Jenkins a New York e da Galerie Neu a Berlino (con entrambe manterrà le collaborazioni). I suoi dipinti, disegni e sculture raffigurano esperienze personali, intime e domestiche, spesso incentrate sulla vita queer contemporanea e sul corpo maschile. Richiamano la bellezza dei kouroi dell’antica Grecia, i riferimenti all’iconografia cristiana, sintetizzano e rielaborano gli stili di un’ampia gamma di pittori, da Pablo Picasso ad Alice Neel, da Georgia O’Keeffe a Dana Schutz.
Oltre che del Padiglione Centrale della 60ª Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, Fratino è stato protagonista di numerose esposizioni: la sua prima personale, REASONS: Works by Louis Fratino, si è tenuta presso Platform Gallery, a Baltimora, nel 2016, seguita – tra le altre – dalle mostre organizzate da Cabinet Printemps a Düsseldorf (2017), da Ciaccia Levi a Parigi (2018, 2019, 2021) e a Milano (2022), da Sikkema Malloy Jenkins a New York (2019, 2020, 2021 e 2023), da Galerie Neu a Berlino (2022, 2025), da Litografia Bulla a Roma (2023). Nel 2024, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ha ospitato la mostra personale Satura, a cura del direttore del museo, Stefano Collicelli Cagol.
«Incontrando Lou», spiega Zwirner, «sono rimasto colpito dalla sua profonda conoscenza della storia della pittura, e in particolare dalla sua curiosità verso gli artisti che lo hanno preceduto e le loro rappresentazioni della vita queer. Per lui, il fare arte è al tempo stesso passato e presente – guardare indietro e avanti simultaneamente – catturando le proprie esperienze, memorie ed emozioni, e invitandoci a proiettare le nostre».
La rappresentanza si tradurrà immediatamente in una serie di appuntamenti in calendario: la prima mostra personale di Louis Fratino con la galleria David Zwirner sarà a Londra, nell’autunno 2026. Un’altra esposizione, Fratino and Matisse: To See This Light Again, che mette in dialogo i due artisti, aprirà invece al Baltimore Museum of Art nel marzo 2026. E anticipa tutto la data di Frieze Los Angeles, a fine febbraio, con un nucleo di nuovi dipinti dell’artista.
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador DalĂ e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterĂ una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…
Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…