Courtesy Christie's
Ultra famosa, subito riconoscibile, incredibilmente iconica. È Le Violon d’Ingres (1924), la fotografia in bianco e nero di Man Ray che ritrae la schiena di Kiki de Montparnasse solcata da due effe simmetriche. Christie’s metterà all’asta una copia fotografica originale del lavoro, quella in possesso dei collezionisti newyorkesi Rosalind Gersten Jacobs e Melvin Jacobs dal lontano 1962. La stima? Una cifra compresa tra i 5 e i 7 milioni. Vale a dire il prezzo più alto mai pagato all’incanto per una fotografia, che spodesterebbe così il primato di $ 4,3 milioni detenuto da Andreas Gursky.
Parola all’esperto: «La Collezione Rosalind Gersten Jacobs & Melvin Jacobs», dice Darius Himes, Christie’s International Head of Photographs, «è straordinaria e costruita attraverso relazioni intime con gli artisti della loro cerchia». E aggiunge: «Le Violon d’Ingres, 1924 di Man Ray di Kiki de Montparnasse è senza dubbio una delle opere più iconiche del 20° secolo. Questa seducente immagine surrealista è il risultato di un processo in camera oscura unico e manipolato a mano. Pur riprodotto innumerevoli volte e penetrato nella coscienza popolare, l’artista ha mantenuto quest’opera, l’originale, fino al 1962, quando i Jacobs ne sono diventati custodi. La portata e l’influenza dell’immagine, allo stesso tempo romantica, misteriosa, birichina e giocosa, ha catturato le menti di tutti per quasi 100 anni. Come opera fotografica, non ha precedenti sul mercato».
Altri lavori della stessa collezione che sfileranno sotto il martello di Christie’s il prossimo maggio. Senza dubbio l’interpretazione di Marte di Vija Celmins, offerta con una stima di $ 1,800,000-2,500,000, ma anche Feuille de vigne femelle di Marcel Duchamp, valutata fino a $ 800,000. «L’acquisizione di quasi ogni pezzo della vendita ha dietro una storia unica e intima», spiega Peggy Jacobs Bader, figlia dei collezionisti Rosalind Gersten Jacobs e Melvin Jacobs. «Lo spirito gioioso del rapporto dei miei genitori con gli artisti si riflette nelle opere che hanno accumulato». Appuntamento in primavera, al Rockefeller Center di New York. Il record è nell’aria.
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