Scent of Women. Courtesy of Lempertz
C’è una selezione di 100 sculture in avorio tra i lotti offerti questo mese da Lempertz, passeranno sotto il martello – virtuale – dal 22 marzo al 1° aprile, in un’asta online-only della maison. Il filo rosso: provengono tutte da una collazione privata belga, sono state realizzate da affermati artisti Art Déco negli anni ’20, sono ritratte spesso nude e svolgono diverse attività, dalla danza allo sport. L’obiettivo: celebrare la libertà delle donne. Con tanto di preview appena inaugurata nella sede di Bruxelles.
Una breve panoramica del contesto in cui furono create, la Germania degli anni ’20. Vale a dire «gli anni in cui naturismo e nudismo hanno guadagnato popolarità», spiegano da Lempertz, in seguito ai cambiamenti politici della Repubblica di Weimar che gettarono le basi per una maggiore libertà personale. Con tanti saluti ai rigidi vincoli morali tipici dell’era imperiale.
Ed ecco il risultato: una giovane generazione di donne, sempre più coesa, rinunciò a indossare stretti corsetti e preferì al loro posto abiti che coprivano appena le ginocchia. Non solo. Anche l’abbigliamento sportivo fu ripensato per enfatizzare la forma del corpo – anche se molte donne dovevano trovare luoghi dove poter praticare il “bagno svedese” senza causare fastidio pubblico, tra i luoghi prescelti ricadevano allora il lago Motzen, vicino a Berlino, o la spiaggia di Sylt.
«La maggior parte delle sculture mostra proprio questo tipo di donna», spiegano da Lempertz, «una donna moderna e sicura di sé che gode di questa nuova libertà. Raffigurazioni che celebrano la bellezza del corpo femminile. Anche attraverso il materiale, un avorio bianco e liscio, che contribuisce all’esaltazione della perfezione».
Ci sono le opere dello scultore rumeno Demétre H. Chiparus, i suoi lavori incarnano perfettamente lo spirito del primo dopoguerra, con quelle giovani donne in abiti contemporanei, privi di corsetti, con acconciature corte, ispirate ai Balletti Russi di Serge Diaghilev. Come il Nudo con un drappo (stima: € 3000-4000) la Danzatrice (stima: € 6000-8000), l’Invocazione (stima: € 8000-10.000). O ancora le sculture di Claire Jeanne Roberte Colinet, tra i lotti a suo nome incontriamo Pandora (stima: € 5000-6000) e una leggerissima Andalouse sulle punte (stima: € 4000-6000).
«Quasi tutte le opere hanno come basamento una piccola pietra preziosa che ne esalta l’unicità. Alcuni degli scultori come Demétre H. Chiparus, Paul Philippe o Ferdinand Preiss hanno ripetuto i loro motivi di successo con piccole varianti nelle dimensioni o nei dettagli. Ma ognuna delle 100 figure è davvero unica». Appuntamento a fine marzo, con l’incanto Scent of women.
Quello che abbiamo visto a Maastricht, tra caravelle di corallo e altri capolavori. E quello che musei e collezionisti hanno…
Dopo la presa di Khartoum, il Museo Nazionale del Sudan è stato saccheggiato su larga scala. Colpite soprattutto le collezioni…
Palazzo Strozzi accoglie la più ampia mostra italiana dedicata a Mark Rothko: un percorso cronologico attraverso 70 opere provenienti dai…
Partito il cantiere per la transizione green di piazza Alighiero Boetti del MAXXI di Roma, il progetto firmato dal paesaggista…
Un restauro ai Musei Vaticani ha riportato alla luce Il Redentore, opera autentica di El Greco rimasta per decenni occultata…
Nella sede della RUFA a Milano, al via una nuova rassegna dedicata al fumetto contemporaneo e all'illustrazione, tra creatività, controcultura…