Categorie: Mercato

Navajo di nuovo sul piede di guerra

di - 18 Dicembre 2014
“Secondo la tradizione tribale, la visualizzazione e la vendita di questi articoli è sacrilega e offensiva”, per questo motivo la tribù di nativi americani Hopi ha inviato una querela alla casa d’aste francese Drouot nel tentativo di fermare l’asta di una serie di maschere sacre che è andata comunque in scena lunedì. La richiesta era quella di avere il tempo necessario per comprendere quale fosse la provenienza degli oggetti all’asta.
Il tentativo fallito degli Hopi rappresenta una chiara presa di posizione contro una frangia di mercato che non rispetta usi e costumi di minoranze ancora molto legate alle tradizioni tribali. Quella degli Hopi dell’Arizona è infatti una delle tribù più conservatrici tra i nativi americani, che ha giustificato la sua iniziativa legale affermando che le opere in quanto sacre non potranno mai cambiare proprietà e passare dalla tribù al compratore. Nonostante l’intervento del Governo degli Stati Uniti e dello Stato dell’Arizona la casa d’aste non è tornata sui propri passi, decidendo di proseguire comunque con l’asta.
Lunedì quindi i Navajo, la tribù più grande negli USA, hanno elegantemente deciso di prendere il controllo della situazione, ed hanno acquistato di nuovo le opere sacre a loro appartenute. Sette maschere Hopi ed altri oggetti, per il valore di circa un milione di dollari, che la casa d’aste francese ha incassato senza rimorsi, affermando che non avrebbe fermato l’asta perché una vendita simile in Francia è considerata legale.
Il collezionista francese Armand Hui ha dichiarato di aver fatto diverse offerte per alcune maschere, ma che dopo aver visto alcuni membri della comunità Navajo competere con lui ha deciso di ritirarsi dall’asta. I Navajo comprando questa serie di opere sacre hanno dato vita ad un precedente verso il quale tutti i futuri leader delle tribù dovranno guardare se dovesse capitare di nuovo una situazione del genere.

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