I ritratti di Kate Moss, Laetitia Casta, Natalia Vodianova, ma anche gli scatti dei coetanei Richard Avedon, Robert Frank, Irving Penn e Diane Arbus, insieme a esemplari di macchine fotografiche d’epoca, stampe e libri rari. C’è tutto questo in Nello studio di Paolo Roversi di Sotheby’s Parigi, l’asta online dall’1 al 9 luglio che celebra il fotografo attraverso la sua personalissima collezione: oltre 70 lotti ripercorrono la sua carriera senza tempo e puntano i riflettori sull’atelier parigino in rue Paul Fort 9, dove lavora dal 1981.
«Quando chiudo la porta del mio studio», diceva Roversi, «lascio fuori tutto ciò che è logico, tutto ciò che è razionale, tutto ciò che è tecnico. Lascio entrare solo sogni, poesia e immaginazione». Ed ecco allora una foto di Marella Agnelli ritratta da Avedon per l’articolo “Beauty of our time”, pubblicato nell’aprile 1954 su Harper’s Bazaar (stima: 30-50mila euro); un nudo di Irving Penn della serie realizzata tra il 1949 e il 1950, con quei dettagli immortalati da vicino (stima: 20-30mila euro); e ancora Odessa, Ukraine, uno dei 20 scatti realizzati dall’olandese Rineke Dijkstra quando, tra il 1992 e il 1998, catturò giovani adulti sulle spiagge europee (stima: 15-20mila euro).
Non potevano mancare, ovviamente, i lavori iconici dello stesso Roversi, tra cui il volto di Natalia per Egoiste in uno scatto del 2003 (stima: 10-15mila), Roos per Dior del 2017 (4-6mila euro) e un ritratto di Kate Moss per Harper’s Bazaar del 1993 (stima: 5-7mila euro), seguiti da una L.F. Deardroff & Sons Wood Field (stima: 3-5mila euro) e una prima edizione di Immagini à la Sauvette di Henri Cartier-Bresson (stima: 600-800 euro). Appuntamento fino al 9 luglio, per scoprire lo spazio illogico e irrazionale del suo studio.
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