Saleroom_Courtesy of Phillips
Riflettori puntati sull’ultimo Klimt, una magnifica lady con ventaglio che martedì ha infiammato il mercato con una vendita monstre da £ 85,3 milioni (ve ne parlavamo qui). Ma non è stata l’unica – seppure ingombrante, accecante, senz’altro incontrastata – protagonista delle aste di Londra, questa settimana. Prima Sotheby’s, con l’autoritratto con turbante rosso di Leonor Fini ispirato a Jan van Eyck (£ 711.000), Night Interior di Lucian Freud (£ 9.6 milioni) e Le savoir di René Magritte (£ 4,1 milioni). Il totale combinato della serata, martedì, ammontava a £ 199 milioni, tra Modern & Contemporary Auction (£ 190,3 milioni) e The Now Sale (£ 8,7 million). Poi il turno di Christie’s, la sua 20th/21st Century Evening Sale ha assegnato 61 lotti in due ore per la modica cifra di £ 63,8 milioni – una veduta di Saint-Tropez di Paul Signac in testa per £ 8 milioni, seguita dal ritratto di Picasso ad opera di Basquiat (£ 6,5 milioni) e da una bella bidding battle per Victor Man (£ 1,7 milioni). «Delle 28 artisti viventi rappresentate in sala», specificano presto dalla maison di Pinault, a fine incanto, «10 erano donne». Ed eccole: £ 3,5 milioni per il monumentale Kiss Me Stupid di Cecily Brown, £ 1,7 milioni per gli Infinity-Nets (OOAXT) di Yayoi Kusama, £ 1,4 milioni per Diplomacy di Lynette Yiadom-Boakye. Proseguiamo. È la volta di Bonhams, cinque tagli di Fontana (prezzo più alto: £ 1,7 milioni) e un raro Vandalized Oils di Banksy appartenuto a Paul Smith (£ 1,7 milioni) sono tra i top lot in New Bond Street – in buona compagnia con Georg Baselitz (£ 381,400), Emilio Vedova (£356,000) e Tom Wesselmann (£254,400). Chiude le danze Phillips, venerdì, con l’incanto 20th Century to Now e un totale tiepido di £ 9 milioni, con 4 record mondiali. «Abbiamo accolto le offerte di collezionisti provenienti da 50 Paesi, registrando una forte domanda di opere d’arte in tutte le fasce di prezzo», rivela a caldo Olivia Thornton, Phillips’ Head of 20th Century & Contemporary Art, Europe. Fine dei giochi, tempo di bilanci finali. Ancora una volta senza sorprese, prosegue imperterrito il trend registrato a maggio tra i grattacieli della Grande Mela. Uno stuolo di collezionisti parchi, di vendite compassate. Di stime di partenza decisamente più ragionate, d’altronde, ben lontane dagli scoppi degli ultimi anni. Si respira aria di normalità sotto il martello delle aste, da una parte all’altra del globo.
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