Marcello Maloberti, MILANO PORTAMI DOVE SONO, 2025. Site specific neon installation. Photo by Andrea Rossetti. Courtesy l'artista e Triennale Milano
Nuove acquisizioni per Triennale Milano, che grazie al sostegno di Gucci accoglie nella propria collezione i lavori di Giorgio de Chirico, Marcello Maloberti, Franco Mazzucchelli e Luisa Lambri. «Le opere, già esistenti o appositamente commissionate», spiegano da Triennale Milano, «sono state selezionate per creare un ponte tra la memoria dell’istituzione e il suo presente e futuro, nell’ottica di rafforzare ulteriormente l’impegno di Triennale nella valorizzazione dell’arte italiana contemporanea».
Quindi, nel dettaglio: a fare il suo ingresso nella collezione è il bozzetto pittoscultoreo di Giorgio de Chirico del 1973, quello usato come studio preparatorio alla creazione de I BagniMisteriosi (realizzati ai tempi della 15a Esposizione Internazionale e tuttora presenti nel giardino di Triennale). È già esposto e ha già incrociato lo sguardo del pubblico nei nuovi spazi del piano parco da metà maggio di quest’anno.
Un’altra opera già in bella vista dal 13 maggio, fresca fresca di acquisizione: l’installazione al neon di Marcello Maloberti, site-specific, s’intitola MILANO PORTAMI DOVE SONO. Vale a dire una vera e propria dichiarazione d’amore alla città di Milano e alla stessa istituzione. «L’opera»,rivela ancoraTriennale Milano, «è stata commissionata all’artista e va a comporre un ideale trittico con altri due lavori che Maloberti ha realizzato appositamente per Triennale e che sono stati collocati nel giardino: TRIENNALE VOCE e LUNA. Posizionata su unlato della facciata del Palazzo dell’Arte, MILANO PORTAMI DOVE SONO stabilisce un rapporto diretto tra spazio esterno e interno, come una sorta di soglia, un passaggio, un atto poetico che prende forma sul piano visivo della parola».
Le acquisizioni continuano con un’opera di Franco Mazzucchelli, figura strettamente legata alla storia di Triennale Milano, per la quale ha realizzato la prima delle Sostituzioni (esposta nel Salone d’Onore del 1973), e l’installazione Urbano reale-urbano virtuale (durante la 16a Esposizione Internazionale del 1979-80), e che è stato oggetto di una mostra omaggio nel giardino di Triennale nel 2023.
Triennale ha inoltre commissionato un nuovo progetto a Luisa Lambri, artista che coi suoi lavori indaga la condizione umana in rapporto allo spazio, la politica della rappresentazione, l’architettura, la storia della fotografia astratta, il modernismo, il femminismo,l’identità e la memoria. Con un’anticipazione sul programma dell’istituzione: «Nel 2026, Lambri presenterà in Triennale una serie di nuove opere che, in modo intimo e poetico, offriranno un punto di vista inedito e originale sull’architettura di Giovanni Muzio».
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