Philip Guston, Nile, 1958. Courtesy of Sotheby's
Prosegue la carrellata di numeri stratosferici, dalla primavera delle aste. Dopo la veduta veneziana di Monet da $ 50 milioni (qui), il gigante Sotheby’s annuncia un Philip Guston tra gli highlights di maggio: si chiama Nile, è stato dipinto negli anni ’50, all’apice della pratica astratta dell’artista, e potrebbe raggiungere quota record di $ 30 milioni. In altre parole: la cifra più alta mai pagata all’asta per Guston – che attualmente sfiora i $ 26 milioni (Christie’s, 2013).
Parola all’esperto: «Pochi artisti», commenta Michael Macaulay, Vicepresidente Senior di Sotheby’s, Arte contemporanea, «hanno espresso una tale profondità di gamma nella loro pratica artistica come Philip Guston […]. In Nile, l’incredibile sensibilità alla composizione di Guston è in piena mostra e il dipinto non è solo un traguardo importante durante il più grande periodo di trasformazione della sua carriera, ma anche nell’evoluzione dell’arte astratta del dopoguerra».
Ancora qualche dato. Per più di 40 anni, il dipinto è rimasto nella collezione di Peter ed Edith O’Donnell di Dallas, in Texas, e sarà venduto a maggio a beneficio della O’Donnell Foundation. Nile è una delle 29 opere prodotte da Guston tra il 1956 e il 1960, anzi, dicono gli esperti, una delle 10 più preziose, nonché una delle sole tre ancora in mani private – con esemplari in istituzioni come il Museum of Modern Art e il Whitney Museum di New York. Neanche a dirlo, un lavoro d’eccezione. Appuntamento a Londra, 17 maggio, con la Modern Evening Auction di Sotheby’s.
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