Jenny Saville, “Propped”, 1992. © Sotheby’s London
Si parla spesso di inclusività, ma quanto il mondo dell’arte è davvero inclusivo e scevro da discriminazioni? Recenti indagini dimostrano che il mondo dell’arte, non lo è. La parità di genere? Un mito. Veniamo ai dati. Stando a un’indagine condotta da artnet News e In Other Words, di 260.470 opere entrate nelle collezioni permanenti dal 2008, solo 29.247 sono di artiste.
Più di 196.6miliardi di dollari sono stati spesi all’asta dal 2008 ai primi cinque mesi del 2019, di cui solo 4miliardi di dollari per artiste: il 2%. Questa piccola quota di mercato si concentra nelle mani di poche artiste, che da sole totalizzano 1.6miliardi di dollari. Un 40% del totale che si divide tra Yaoyi Kusama, Joan Mitchell, Georgia O’Keeffe, Louise Bourgeois, Agnes Martin.
Veniamo alle gallerie. Due delle artiste sopra menzionate,Yaoyi Kusama e Joan Mitchell, fanno parte della scuderia di David Zwirner, che tra 66 artisti include 19 donne. Un 29% che vale alla galleria il 39% delle vendite totali. Lo stesso accade per Pace, dove le vendite di opere di artiste valgono il 39%, costituendo più di un terzo delle vendite totali. Da Lisson le artiste sono 13 su 65, includendo Marina Abramović e Carmen Herrera: un numero che per la galleria rappresenta circa un terzo delle vendite totali. Le artiste rappresentano una parte consistente della vendita anche per Hauser & Wirth, costituendo il 33% dell’incasso della galleria, che su 88 artisti conta 30 donne.
Nelle fiere, la rappresentanza femminile risulta davvero bassa. Ad ArtBasel, negli ultimi quattro anni, le donne hanno costituito meno di un quarto degli artisti esposti. Se si passa ad analizzare la differenza di prezzo tra opere di artisti e di artiste, si nota una sostanziale differenza. Per fare un solo esempio, quando lo scorso ottobre Sotheby’s ha battuto “Propped” alla cifra di 9.5milioni di sterline, Jenny Saville è divenuta l’artista (donna) vivente più cara al mondo; lo scorso maggio Jeff Koons si è aggiudicato il titolo di artista (uomo) vivente più caro al mondo, ma con un “Rabbit” battuto alla cifra di 91.1milioni di sterline. Quanto realizzato da Jenny Saville è meno del 14% rispetto alla cifra realizzata da Jeff Koons.
Il mercato delle opere d’arte di artiste ha registrato un raddoppio nel corso degli ultimi dieci anni, passando da 230milioni di dollari a 595milioni di dollari, ma si tratta di un numero che resta – dopotutto – ancora basso.
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