Courtesy of Sotheby's
«Uno dei più importanti dipinti di Kandinsky mai giunti sul mercato». Lo annunciano così, senza giri di parole, gli esperti di Sotheby’s: Murnau mit Kirche II, del 1919, andrà all’asta a marzo, a Londra, con una stima intorno ai $ 45 milioni. Più di Bild mit weissen linien del 1913, venduta per 37,4 milioni (Sotheby’s 2017). Più di Tensions calmées del 1937, che due anni fa trovava un acquirente per $ 21,2 milioni (Sotheby’s 2021). Le particolarità? Le dimensioni, quadrate, quelle preferite dai contemporanei d’avanguardia, da Klimt a Monet. La tavolozza di colori, ricchissima, tutta giocata su tonalità contrastanti. L’epoca di produzione, proprio agli inizi del linguaggio astratto dell’artista – così rara, poi, da rintracciare all’incanto. E poi senz’altro la storia straordinaria, segnata dalla dispersione in epoca nazista e dal ritrovamento, poco meno di dieci anni, fa sulle pareti del Van Abbemuseum di Eindhoven.
«Il periodo di Murnau», dichiara Helena Newman, Chairman of Sotheby’s Europe and Worldwide Head of Impressionist & Modern Art, «è arrivato a definire l’arte astratta per le generazioni future, e l’apparizione di un dipinto così importante – uno degli ultimi di questo periodo e di questa scala rimasti in mani private – è un momento importante per il mercato e per i collezionisti. La sua restituzione dopo tanti anni ci permette finalmente di ricollegare questo straordinario lavoro alla sua storia».
Ed eccola, allora, la storia intricata dietro a questo quadro sensazionale. Poco dopo la sua realizzazione, l’opera fu acquistata da Johanna Margarete Stern (nata Lippmann, 1874-1944) e Siegbert Samuel Stern (1864-1935), cofondatori di un’azienda tessile di successo, nonché centro vivissimo della vita culturale della Berlino, con amici come Franz Kafka, Albert Einstein e Thomas Mann. Una vivacità intellettuale, la loro, che si tradusse presto in una collezione di oltre 100 dipinti e disegni, con nomi che spaziavano dagli antichi maestri olandesi a opere decisamente più recenti, da Pierre-Auguste Renoir a Lovis Corinth, da Odilon Redon a Edvard Munch.
Neanche a dirlo, tutto cambiò in seguito all’ascesa al potere dei nazisti. Siegbert morì per cause naturali nel 1935, Johanna Margarete fu vittima dell’Olocausto, la loro impressionante collezione fu tragicamente dispersa. Poi la svolta, con il ritrovamento di Murnau mit Kirche II nei Paesi Bassi, dove era appeso dal 1951. Da lì, il Kandinsky è stato restituito ai 13 eredi degli Stern e la sua vendita all’asta, da Sotheby’s, servirà tra l’altro a fare luce sul resto dell’inestimabile collezione.
«Sebbene nulla possa cancellare i torti del passato, né l’impatto sulla nostra famiglia e sui clandestini – uno dei quali è ancora vivo», commentano i discendenti, «la restituzione di questo dipinto che ha significato tanto per i nostri bisnonni è immensamente significativa per noi, perché è un riconoscimento e chiude parzialmente una ferita rimasta aperta nel corso delle generazioni».
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