Categorie: milano bis

fino al 15.II.2003 | Eleanor Antin | Milano, Marella Arte Contemporanea

di - 21 Gennaio 2003

Gli ultimi giorni di Pompei, una serie fotografica dal carattere profondamente ambiguo. Solo ripercorrendo lo straordinario percorso dell’artista californiana, una delle principali esponenti del concettualismo femminista della prima ora, se ne coglie interamente il senso. Eleanor Antin ha lavorato con installazioni, video, fotografia, film, performance, disegni e testi scritti, investigando la costruzione della propria identità attraverso una serie di ironiche icone, quali, ad esempio, eroi o eroine del passato nell’atto di compiere imprese favolose . Da qui l’interesse per il decadente mondo della Roma imperiale, evocato già nelle pagine dello scrittore vittoriano Bulwer-Lytton o nella cinematografia italiana degli anni ’20; un mondo dove lo spettatore è sedotto dall’architettura e dalle tuniche trasparenti, ma è anche consapevole di assistere agli ultimi momenti di una civiltà stordita dal proprio benessere.
Quello della “gaia Apocalisse” è un topos letterario che accompagna tutte le grandi civiltà nella fase crepuscolare. Le immagini di Pompei, sull’orlo dell’annichilimento, da sempre suggeriscono scomodi paragoni con il mondo contemporaneo. La vita pagana e solare si trasforma in una luce scura in cui crudeltà, dolore e morte occhieggiano ai margini della coscienza. Antin scava in una Pompei di sua invenzione dove personaggi affascinanti vivono la loro vita innocente in una sorta di allucinazione collettiva che impedisce loro di avvertire la catastrofe imminente. La sensualità dei personaggi è accentuata da una natura prorompente e generosa, i colori rimandano alla pittura accademico-simbolista di fine Ottocento.
Colonne e marmi, rigorosamente bianchi, caratterizzano le scenografie delle riprese. Non vi è alcun intento filologico nella ricostruzione del passato, ma un’adesione esasperata ed ironica ai cliché rappresentativi che si sono affermati nel tempo in differenti media. Solo un elemento contraddice la giocosa leggerezza delle scene rappresentate: la figura di una donna, spesso collocata ai margini dell’azione o su una sedia a rotelle. Una figura dai lunghi capelli scuri, vestita di bianco, consapevole del sinistro futuro che incombe sulla realtà che sta osservando; punto di vista dell’autrice ma anche di coloro che si pongono di fronte a queste grandi fotografie.

gyonata bonvicini
mostra visitata sabato 11 gennaio 2003


“Eleanor Antin”
Marella Arte Contemporanea, via Lepontina 8, Milano
Tel. +39 02 69311460, fax: +39 02 60730280, e-mail: info@marellart.it . Orari: martedì – sabato 12/20. Ingresso libero


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30