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fino al 15.XI.2002 | Pio Tarantini – L’ombra del vero | Milano, Galleria Officina Fotografica

di - 7 Novembre 2002

Copia e reale contrastano nelle opere di Pio Tarantini che struttura la propria mostra attraverso la duplice rappresentazione di un dato reale e “surreale”: l’artista ripercorre infatti le tappe del proprio lavoro e lascia in sospeso la risposta a questo binomio.
I tempi di esposizione lunghi gli permettono di elaborare immagini che collocano i soggetti in uno spazio senza tempo, in un sogno che rappresenta l’aberrazione della realtà come prosecuzione del vissuto.
Questi studi sul mosso dai valori intensamente onirici nascono dalla creatività di Tarantini già nel capodanno del 1972 quando, all’interno di una fabbrica milanese occupata da operai, fotografa una coppia che balla; in un secondo tempo, tra il 1975 e il 1978, la passione per il pittore inglese Francis Bacon, lo porta a realizzare esperimenti più concettuali, con sperimentazioni palesemente ispirate al grande artista inglese. “Di Bacon l’autore fa proprio il paradosso della deformazione e cancellazione parziale della figura umana come intensificazione percettiva della sua presenza al di là dell’illusionismo realistico (conservato, per contrasto, agli oggetti), e ne trova un equivalente nel mosso fotografico, adottato come negazione del ‘momento decisivo’ e affermazione della durata, cioè della presenza del passato nel presente delle persone e dei luoghi da loro vissuti” (Roberto Signorini, Persone, figure, luoghi in Pio Tarantini – Trent’anni di fotografia, Milano 2002).
Ripercorrendo le fasi della produzione di Tarantini sul mosso, si approda sino ai giorni nostri, con opere che dialogano con il fruitore attraverso sottili rimandi stimolo-risposta: poetiche rappresentazioni della realtà vista attraverso gli occhi dell’artista che la manipola.
La maturazione dell’artista e del suo progetto si evincono soprattutto da questi ultimi lavori votati al concettualismo e dal carattere pittorico: “ Un tentativo cominciato alla metà degli anni ottanta e non ancora concluso, con il quale tento di dare la mia piccola risposta alla domanda se la vita è sogno o se il sogno è appunto, come scriveva il Pascoli, l’infinita ombra del Vero” (Pio Tarantini).
Riflettere sull’autenticità della fotografia è il sommesso significato della mostra dell’artista pugliese: lo spettatore è invitato quindi a porsi degli interrogativi.

link correlati
Il sito di Pio Tarantini
Il sito della Galleria Officina Fotofrafica

monica sampietro
mostra visitata il 25 ottobre 2002


Pio Tarantini-L’ombra del vero
Galleria Officina Fotografica, via Farini 6 – Milano
Tel 02/6571015, fax 02/65589265, e-mail: galleria@officinafotografica.com
Orari: da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00


Bio: Pio Tarantini è nato in provincia di Brindisi nel 1950.
Nei primi anni ottanta espone i suoi primi lavori a colori che continuerà a produrre orientando i suoi interessi verso la fotografia di alcuni aspetti artistici del Salento. Molta fortuna – anche editoriale – avrà il suo lavoro di interpretazione del barocco leccese che sarà pubblicato con grande risalto dalla prestigiosa rivista internazionale d’arte “Du” nel 1987.
Ha insegnato Linguaggio Fotografico e Storia della Fotografia presso il Centro R. Bauer (ex-Umanitaria) di Milano, e continua a farlo presso la sede milanese dell’Istituto Europeo di Design; sugli stessi temi tiene corsi e conferenze in associazioni e scuole pubbliche e private.
Negli anni novanta è chiamato come relatore a numerosi seminari sulla fotografia tenuti presso alcuni corsi di Facoltà universitarie di Milano (Scienze Politiche, Lettere, Architettura); ha partecipato al progetto sui beni architettonici e ambientali (Archivio dello Spazio) della Provincia di Milano e ha collaborato al progetto di Sociologia Visuale Photometropolis presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Milano Bicocca. Da quest’ultima esperienza nasce il suo ultimo lavoro più complesso, in gran parte ancora inedito, Milanopoli, uno studio teorico e iconografico sulla trasformazione dell’area metropolitana milanese negli ultimi venti anni.


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