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Fino al 22.IX.2002 | Effetti collaterali – Visioni della metropoli contemporanea | Milano, Triennale

di - 1 Luglio 2002

Porre problemi, non offrire rassicuranti soluzioni, al fine di coinvolgere in modo utile e diretto sia i tre fotografi invitati dalla Triennale di Milano a rispondere alla provocazione intellettuale, sia il pubblico che visiterà la mostra. Vengono offerti tre sguardi sul mondo in trasformazione, tre discrete – perché rappresentate – interpretazioni di cosa significhi oggi vivere nel villaggio globale, fare parte di un sistema mondo che supera i concetti tradizionali di luogo, territorio, confine, spazio annullandone il significato in un unico grande magma di evanescenza. Nelle immagini di Olivo Barbieri, Francesco Jodice ed Armin Linke, le questioni che emergono riguardano il nostro senso di cittadinanza, un nuovo senso di orientamento che necessariamente ognuno di noi dovrà sviluppare per potersi muovere in un crescendo continuo di variabili, di interrogativi irrisolti, di cambi di scala, di nuove frontiere intellettive che senza tregua si aprono all’orizzonte.
La messa in scena di questi scenari fotografici è il dato più innovativo della mostra: ogni fotografo ha collaborato strettamente con architetti per creare il giusto allestimento espositivo. Giustamente Francesco Jodice ha interpretato questa collaborazione come un metodo fecondo di far dialogare architettura (in quanto teoria dello spazio) e arte contemporanea (quale strumento conoscitivo e di immagine del reale). L’esperimento è riuscito in tutti e tre i casi: Alessandro Scandurra ha studiato un allestimento giocato prevalentemente sull’uso variabile della luce, riuscendo così a rendere dinamiche e tridimensionali le fotografie di Olivo Barbieri. Il gruppo Cliostraat ha creato, per proiettare i tre pedinamenti che Francesco Jodice ha realizzato seguendo abitanti di Milano, New York e Perth (Western Australia), uno spazio triangolare contraddittorio nel suo voler al contempo offrire e negare la visione contemporanea degli stessi pedinamenti. Armin Linke ha invece lasciato che il gruppo degli Stalker deformasse le sue immagini per adattare alle tondeggianti sagome di nove ruote di polistirolo che vagano incontrollate per lo spazio espositivo creando visioni multiple e continue di diversi angoli del mondo. I lavori si presentano come tre viaggi nelle multiple geografie della terra, chilometricamente distanti ma virtualmente sempre più contigue, in cui simultaneità e ubiquità dell’informazione portano forse alla perdita del senso della presenza e del presente, termini dilatati in un continuum spazio-temporale che provoca disorientamento. E se, come ha ricordato il presidente della Triennale Augusto Morello, questa mostra sembra mettere in scena l’eccezionale e disperante normalità del vivere, la coscienza della realtà che ci circonda è lo strumento migliore per poter ribaltare i termini della questione.

Francesca Pagnoncelli


Effetti collaterali; Visioni collaterali – Nomad; 15 maggio – 22 settembre 2002
Inaugurazione: 14 maggio 2002, ore 18.00; Orario: 10 – 20, continuato, chiuso il lunedì; Ingresso: € 5,00/3,00/2,00; A cura di Luca Molinari; Fotografie: Armin Linke, Francesco Jodice, Olivo Barbieri; Allestimento: Cliostraat, Stalker, Alessandro Scandurra; Triennale di Milano; Viale Alemagna 6; 20121 Milano
tel. 02-724341; fax 02-89010693 ufficio stampa; tel. 02-72434240; fax 02-72434239; www.triennale.it;
ufficio.stampa@triennale.it

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