Le opere raccolte parlano con “il sorriso delle donne che si destano dal sonno sapendo di non avere più speranza“, come scrive Thomas Bernhard, nel romanzo “Perturbamento”, il cui titolo ispira il tema di questa mostra.
Elemento di continuità tra le artiste in mostra, oltre che l’identità femminile, è l’età: nate prevalentemente negli anni Quaranta e Cinquanta in seno all’occidente, portano nelle proprie opere maturità personale, artistica e storica.
Ne “La dispute ” Sophie Calle, Parigi, fotografa nozze lampo a Las Vegas, e nella stessa stanza depone
valeria carnevali
mostra visitata il 5 febbraio
Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Visualizza commenti
a me sembra che l'importante sia vedere la mostra, i contenuti, e questa e' una bella mostra
Essere donne ed esere artiste a furia di fare mostre del genere (senza far polemica, ne abbiamo semplicemente le palle piene) rischia di diventare una sorta di ghetto in cui restare chiuse.
Vi immaginate una serie infinita di collettive in cui l'unica cosa che lega gli artisti fra loro è il colore della pelle o la religione praticata?
Che palle!!