Le opere raccolte parlano con “il sorriso delle donne che si destano dal sonno sapendo di non avere più speranza“, come scrive Thomas Bernhard, nel romanzo “Perturbamento”, il cui titolo ispira il tema di questa mostra.
Elemento di continuità tra le artiste in mostra, oltre che l’identità femminile, è l’età: nate prevalentemente negli anni Quaranta e Cinquanta in seno all’occidente, portano nelle proprie opere maturità personale, artistica e storica.
Ne “La dispute ” Sophie Calle, Parigi, fotografa nozze lampo a Las Vegas, e nella stessa stanza depone
valeria carnevali
mostra visitata il 5 febbraio
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…
Visualizza commenti
a me sembra che l'importante sia vedere la mostra, i contenuti, e questa e' una bella mostra
Essere donne ed esere artiste a furia di fare mostre del genere (senza far polemica, ne abbiamo semplicemente le palle piene) rischia di diventare una sorta di ghetto in cui restare chiuse.
Vi immaginate una serie infinita di collettive in cui l'unica cosa che lega gli artisti fra loro è il colore della pelle o la religione praticata?
Che palle!!