Categorie: milano bis

fino al 30.XI.2002 | Ross Sinclair | Milano, Galleria Raffaella Cortese

di - 17 Ottobre 2002

Ha già colpito in Italia l’anno scorso, quando in occasione della mostra Gravità Zero allestita presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, presentò un’installazione dal torvo titolo Gallows (Patiboli), costituita da modelli di diverse misure di patiboli. Più che polemica contro la pena capitale, un modo per farci riflettere, come individui e come società, su quanto la morte sia oggi, nella “società dello spettacolo”, esorcizzata e allontanata da una vera esperienza partecipativa nella stessa larghissima misura in cui viene proposta e mostrata indirettamente dai media.
Il nucleo della personale di Ross Sinclair a Milano è costituito da due cicli fotografici che appartengono alla serie Real Life, progetto d’arte e di vita che il trentacinquenne artista scozzese porta coerentemente avanti dal 1994, anno in cui si fece tatuare a grandi lettere sulle spalle lo slogan “Real Life” per farsi ritrarre fotograficamente di schiena di fronte a scenari diversi e significativi. Entrambi i cicli presentati (Real Life Italian Chapel, Orkney e Real Life Orcadian) sono ambientati nelle Isole Orcadi, piccolo arcipelago a pochi chilometri dalla costa scozzese di cui la famiglia dell’artista è originaria, e gravitano attorno alla costante presenza della figura di spalle dell’artista, e con essa al “marchio”, indelebile e persistente, di “Vita Reale”. Inevitabile l’interrogativo fa capolino nella mente dello spettatore: cosa significa Real Life? La vera vita è il ritorno ad una natura madre ormai contaminata? E’ risalire attraverso i luoghi ai legami di sangue con la nostra origine territoriale? Ogni interrogativo rimane aperto, ogni coscienza indagherà in se stessa la risposta, individualmente collettiva. Un indizio può essere letto nell’installazione al neon Dante’s Inferno collocata all’inizio dell’esposizione, che ripropone in inglese un celeberrimo verso dalla Commedia: “Abandone all hope ye who enter here ”, e che non sembrerebbe suggerire un invito alla rassegnazione, quanto piuttosto alla rivendicazione della speranza come ponte per una Vita Reale realizzata.
Ross Sinclair, blasonato “artista-attivista” (tra gli altri premi ricevuti, anche il prestigioso Premio Baloise nel 2001) fondamentalmente a-politico, in quanto rifiuta i concetti di istituzione e di cittadinanza, è un anticipatore nei temi e nei messaggi dell’etica noglobal , e perseverando la ricerca nella strada imboccata dalla propria poetica anni fa ci dimostra come sia in grado di superare gli eventi senza cavalcarne l’onda (diversi artisti giovani, alla luce delle contestazioni movimentistiche e degli avvenimenti collegati all’11 settembre hanno recentemente fatto della critica sociale un trend, vedi ad esempio Documenta 11), e soprattutto come l’Arte possa ancora avere la funzione non di fare Politica, lontana per sua natura dall’influenzare i processi decisionali, ma di fare Opinione, e, ciò che più conta, di fare Cultura. Una Cultura umana viva e reale, quella attraverso cui la Vita Reale passa e si rivela.

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mostra visitata il 12/10/2002


Ross Sinclair; Dal 2/10 al 30/11; Galleria Raffaella Cortese, via Rodolfo Farneti 10, Milano; Orari: dal mart. al sab. dalle 15 alle 19
Ingresso libero; Informazioni: tel. 02/2043555; e-mail: rcortgal@tin.it


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