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fino al 5.V.2002 | Kris Ruhs One room a wall of paper an environment | Serge Mouille Luminaires 1953-1962 | Milano, Galleria Carla Sozzani

di - 24 Aprile 2002

Una stanza, una parete di fogli di carta, un ambiente, un luogo vuoto, ricoperto, installato. L’ingresso riprende l’idea dei precedenti lavori; con la materia 3D Kris Ruhsmostra le differenze pieni-vuoti. La consistenza di questo progetto è il lavoro con il gesso: forme quasi circolari, bucate, assemblate a wall, di fronte ad una fonte luminosa naturale, in questo caso. I passaggi di luce creano effetti visivi di continuità-interruzione: l’oggetto-spazio cavo, forato, nullo e l’oggetto-superficie denso, colmo, chiuso; la fiction-action immaginerebbe, per esempio, una porta dopo una raffica di mitra. I corpi tondi sono le finestre dell’ambiente, una room a due stanze. L’area, vista in riproduzione, presenta doppi perimetri neri e bianchi; circoscrivono quello che sembra un giardino di bolle lattee, impulsi protoplasmatici, cellulari.
Le estensioni (pareti) laterali disegnano a decollage stratificazioni di materie organiche: carte, vernici, colle. C’è l’odore, si vedono chiazze bianche, sgocciolature su fondi neri, figure espanse e depresse, nebulose, amebe.
Cadere in ipnosi è un processo visivo di chi guarda, una disposizione cullata, ma, in questo caso, anche l’intento dell’artista.
Sperimentando le variazioni delle forme egli rimaterializza lo spazio cercando la dimensione onirica del raccoglimento. Ripetendo, senza riferimenti decorativi precisi ai segni, alle grammatiche primordiali, scrive qualcosa di simile ad una gestualità primitiva, schizzata.
La room ha qualche arredamento d’analisi; divanetti scuri, a blocchi separabili e ricomponibili. Al centro, si diceva, un’altra stanza; un’installation wall, un cubo a due uscite: qui si sperimentano le relax sensation del lettino, una seduta al centro. Un training autogeno da sdraiati guardando, ascoltando i suoni, i timbri, il ritmo, le musiche, correndo con gli sguardi.
Ambiente asettico, chiaro, essenziale, neutro, la room al piano inferiore espone le lampade che fanno parte delle riedizioni Editions Serge Mouille create dalla moglie Gin Mouille nel 2000. Serge Mouille, importante creatore (lightdesigner) di lampade degli anni ’50 – ’60 espone due generazioni di opere. La serie Mobiles etStabiles, Série noire, 1953, si distingue per la sobrietà delle linee. Silhouette semplici, lampade da terra a una e/o tre luci; bracci fissi, articolati, riflettori in alluminio laccato nero, interni bianchi, orientabili su rotula. Ma anche lampadari ed applique snodabili, girevoli, a tre e cinque diramazioni.
La seconda collezione comprende, invece, Les Colonnes, 1962. Sono parallelepipedi e cilindri verticali simili a totem, al loro interno ospitano i primi esemplari di tubi fluorescenti venuti dagli Stati Uniti. Così Grand Signal e Petit Signal, lampade da terra su zoccoli d’acciaio che coniugano incandescenza e fluorescenza. Il corpo è composto da quattro elementi realizzati da un sottile foglio di alluminio.
Il riconoscimento del valore innovativo dell’opera di Serge Mouille è testimoniato dalla critica del tempo che così sintetizza la sua cifra stilistica: “A partire da elementi semplici ha realizzato tutto un mondo di variazioni che sorprendono e infine si familiarizzano con l’esistenza quotidiana, arricchendola di un valore nuovo”, Madeleine Fuchs, Decor d’aujourd’hui, 1954.

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Il sito della Galleria Sozzani
Académie des Beaux-Arts de l’Institut de France

tullio pacifici


Kris Ruhs – One room
Serge Mouille – Luminaires 1953-1962
Fino 5/V/2002
Galleria Carla Sozzani, corso Como 10, Milano.
Tel. 02/653531, fax 02/6592015, e-mail:
info@galleriacarlasozzani.com
Orari: mart., ven., sab., dom. dalle 10.30 alle 19.30; merc., giov. dalle 10.30 alle 21.00; lun. dalle 15.30 alle 19.30.

bio
Serge Mouille nasce a Parigi nel 1922. A 13 anni viene ammesso alla Scuola di Arti Applicate nell’atelier di oreficeria e scultura di Gabriel Lacroix. Dopo il diploma lavora come disegnatore presso lo studio di oreficeria Henin, dove resterà fino alla Liberazione. Nel 1945 decide di lavorare in proprio come artigiano e designer per case francesi ed estere. In seguito all’incontro con artisti e designer del milieu parigino, inizia ad interessarsi a nuovi ambiti della creazione artistica: dalla decorazione al design di mobili, all’architettura e all’illuminazione. Compie numerose ricerche sui metalli, sull’incisione e la scultura. Nel 1952 su richiesta di Jacques Adnet, allora direttore delle Compagnie des Arts Français, realizza nel 1952 la sua prima lampada, a tre bracci, a cui seguirà la Série noire, composta da un lampadario, lampade da ufficio, appliques, lampade da terra e altri modelli. Dopo un anno espone le sue opere al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Il successo è immediato e la Galleria Steph Simon diffonderà largamente la produzione di Serge Mouille accanto ai nomi di Jean Prouvé, Charlotte Perriand, Noguchi, Luce. Nel 1958 partecipa all’Exposition Universelle di Bruxelles dove riceve il Diploma d’Onore. Quattro anni più tardi presenta una nuova idea di modelli, tra cui “Signal” e “Totem”. Appassionato dell’artigianato di ricerca, si rifiuta di passare alla stadio di produzione industriale e, dal 1964, interrompe il suo lavoro per dedicarsi all’insegnamento presso la Scuola di Arti Applicate di Parigi. Nel 1988 viene nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Nello stesso anno muore.


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