Categorie: milano bis

resoconto | Patrick Tuttofuoco – My Private #2 | Milano, spazio di Via Pasteur 21

di - 18 Maggio 2004

My Private, uno degli appuntamenti più curiosi in un anno gramo di sorprese per Milano, inaugura finalmente la sua seconda edizione: l’iniziativa si deve ad un collezionista milanese che, acquistata e restaurata una location invita un artista internazionale ad esporre alcune sue opere, solo per una serata, durante le serate della fiera MiArt. Il progetto ha luogo in un edificio milanese fuori dal solito circuito dell’arte contemporanea, in Via Pasteur. Il cortile, le scale, gli originali spazi fuori dagli schemi, il tetto ed i palazzi limitrofi: nessun limite all’invasione di luci al neon, specchi e musica ad alto volume del giovane Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974. Vive a Milano).

Entrati nel cortile del numero civico 21 ci si imbatte in Y, 2004 (opera creata appositamente per l’evento): sorta di ingresso obbligato al percorso, è un tunnel delimitato da pareti di specchi che riflettono le luci colorate di tubi al neon, “agganciati” secondo forme geometriche. L’installazione, creata in collaborazione con il gruppo di musica elettronica BHF, ha due lati stereo indipendenti, contemporaneamente azionati da un computer che sposta il suono con intermittenza regolare da una parte all’altra. Il gruppo musicale e l’artista firmano ancora una volta insieme un’opera: diversamente dal solito la fase progettuale ha visto il lavoro di ognuno crescere indipendentemente, per essere “assemblato” solo nell’atto finale: “…è il primo lavoro dove manca completamente la comunicazione, per scelta” ci dice il musicista Tommaso Previdi.
L’aspetto relazionale è sempre al centro del lavoro di Tuttofuoco, sia nei confronti del pubblico che dei suoi collaboratori. Parte fondante dei suoi progetti sono sempre state quelle che egli stesso chiama “relazioni più”, poiché derivano dall’interesse nei confronti di un’altra persona, dando come risultato l’opera. Recentemente è però emersa una nuova dimensione, in cui l’artista possa lavorare su delle “relazioni-zero, [cioè] provare a costruire delle strutture aperte, dei sistemi capaci di generare relazioni con altri solo in un secondo momento e non in fase di progettazione”. Y sembra dunque rimandare proprio a questa nuova modalità di lavoro, radicalmente diversa da quella che è la base progettuale in altre esperienze: ad esempio Boing (2001, animazione, DVD), anch’esso in esposizione. Questo lavoro si basa ancora una volta sulla collaborazione con i BHF, ma è frutto di un vero e proprio workshop in cui la condivisione del progetto ha un ruolo importante. In quest’opera le relazioni interne vengono sublimate nel pensiero dell’artista stesso: i volti delle persone più importanti, deformati ed utilizzati come moduli nell’animazione, vengono fatti rimbalzare, volare, divengono parte di meccanismi ed associazioni, popolano il mondo geometrico ed astratto dell’artista.

Le altre opere esposte sono in parte riprese da lavori precedenti: Brazil (2003, già esposto all’ultima Biennale di Venezia) viene evocato da tre delle dodici palle originarie, sorta di enormi biglie in materiale plastico (e, guarda caso, altre tre erano al MiArt allo stand di Studio Guanzani); l’installazione VS (Tommaso-Rocco) (2004) sembra un ringraziamento ai due musicisti, privo forse di verve; DoJo (2001) è una foto-ricordo del gruppo di qualche anno fa.
Interessante invece …Follow the Sun! (2004): un fascio di luce potentissimo proiettato sui muri dei palazzi del cortile, un simbolo geometrico la cui forma bianca illuminava, ruotando automaticamente, finestre e balconi. E proprio su uno di questi è stato consacrato un co-protagonista autonomo all’evento: un ragazzo dal forte spirito artistico (non si può dire lo stesso di molti abitanti della via, disinteressati e disinformati) interpretava, sotto le luci di un’inaspettata ribalta, figure a corpo libero ed espressioni grottesche.
Nel complesso l’evento è stato festoso e seguitissimo. Artisti, curatori, mondo dell’arte e vicinato di quartiere uniti dai neon accattivanti di un artista sicuramente capace di coinvolgere.

saramicol viscardi
mostra vista il 13 maggio 2004


My Private #2 Patrick Tuttofuoco
a cura di Barbara Casavecchia e Anna Daneri
Via Pasteur, 21 Milano
Tel. 0266712208 fax 0287393554


[exibart]


Visualizza commenti

  • ...ci mancava solo il pirla che fa il gioco delle ombre cinesi...
    ...d'altronde patrick "fuorifuoco" é "un artista capace di coinvolgere..

Articoli recenti

  • Fotografia

La giornata di Exposed Torino: guida alle mostre e ai luoghi da visitare oggi

Ecco cosa vedere oggi a Exposed Torino, in un lungo itinerario verso i quartieri a nord del Quadrilatero, tra musei,…

12 Aprile 2026 12:10
  • Attualità

Padiglione Russia alla Biennale d’Arte: sanzioni ucraine e fondi UE a rischio

Sanzioni ucraine e possibile stop ai fondi dell'Unione Europea per il Cinema: cresce la tensione sul Padiglione Russia in vista…

12 Aprile 2026 11:35
  • Arti performative

Other Identity #200, altre forme di identità culturali e pubbliche: Silvia Calderoni

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

12 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

Esercizi di frammentazione: Lorna Simpson a Punta della Dogana

Dopo il MET di New York, la ricerca di Lorna Simpson arriva a Venezia con la sua più grande personale…

12 Aprile 2026 0:02
  • Mostre

I mille volti della donna nella pittura del Barocco

Dal 3 aprile al 28 giugno 2026, la Galleria BPER di Modena presenta La virtù e la grazia. Figure di…

11 Aprile 2026 19:55
  • Arte contemporanea

Cinque cose da sapere su Ai Weiwei, aspettando la mostra al MAXXI L’Aquila

In attesa del debutto di "Aftershock" al MAXXI L'Aquila, ripercorriamo cinque punti chiave per decodificare l'universo di Ai Weiwei: l’artista…

11 Aprile 2026 19:00