Emblemi di un recente passato ed espressioni fedeli di nuovi atteggiamenti sociali, i cartelloni pubblicitari diventano oggetti da collezione e testimonianze storiche. Marcello Dudovich ha incarnato la stagione d’oro della cartellonistica italiana, percorrendone, fin dagli esordi, l’arco di crescita e – da quando nel 1957 la pubblicità appare in televisione – di relativa decadenza. Sul finire dell’Ottocento – a differenza di quanto avveniva a Londra o a Parigi – in Italia, paese ancora industrialmente fragile, il manifesto muove passi incerti. Il cambiamento avviene quando Giulio Ricordi decide di affiancare al suo settore tradizionale di attività (edizione di partiture e libretti musicali) la progettazione e la stampa di manifesti realizzati, all’inizio, per promuovere spettacoli teatrali o musicali e poi, gradualmente, per reclamizzare prodotti di largo consumo. Giungono così a Milano, presso le Officine Grafiche Ricordi, i maggiori cartellonisti del tempo. Fra questi c’è il triestino Leopoldo Metlicovitz accompagnato dal suo prodigioso allievo, Marcello Dudovich. Nel giro di pochi anni il giovane apprendista, che nel frattempo si era trasferito a Bologna su invito dell’editore italo-francese Chappuis, realizza numerosi cartelloni, passando da un Liberty contenuto ed equilibrato – secondo gli insegnamenti di Metlicovitz – alla maniera di Hohenstein, altro maestro delle Officine Grafiche Rizzoli e molto vicino, per gusto, alla rivista “Jugend”, voce ufficiale dell’Art Nouveau.
D’altronde, per Marcello Dudovich, la via del successo – nonostante i riconoscimenti internazionali già ottenuti (il più importante senza dubbio all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900) – sarebbe ripartita da Milano, dopo numerosi viaggi in Italia, con una rentré in grande stile, e ancora presso le Officine Grafiche Rizzoli, per le quali disegnò i cartelloni della casa di confezioni Mele, che rappresentano l’apice della produzione cartellonistica italiana di quel tempo. Seguiranno, diversi anni dopo, fra una serie di esemplari riuscitissimi, le famose affiches di Borsalino e della colomba Alemagna. Adesso, a più di vent’anni dall’ultima importante iniziativa dedicata a Dudovich – quella dei manifesti Salce nel ’74 – una grande mostra al Palazzo del Senato di Milano, patrocinata dalla Repubblica Italiana e presentata da Rossana Bossaglia e Giovanni Granzotto, ripercorre l’opera del maestro triestino.
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non consco Dudovich ma sembra una manifestazione interessante. Servono dei plug in particolari per vedere l'evento, perché non l'avete scritto?
del giorno 4 ottobre credo...c'è scritto in basso sulle note della mostra. Comunque hai ragione un errore fecero...
"appuntamento alle 17.30..." ma di quale giorno ??? Le 5 W del giornalismo le abbiamo lasciate a casa?
non conoscevo Dudovich. Complimenti a voi !
a me non è molto piaciuta, mi dava un po di problemi e poi non c'era lo streaming video...
La riguarderò con calma...
MARINELLA
SI è STATA MOLTO INTERESSANTE ANCHE SE NON L'HO SEGUITA TUTTA. SAREBBE BELLO ANCHE VEDERE UN PO DI IMMAGINI E DI FARE SOLO I VOSTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI PER ISCRITTO...
Complimenti per la diretta!!!
E' interessantissima....