Categorie: milano

centri sociali | Johan Peter Hol | Milano, CSOA Cox18

di - 21 Febbraio 2003

L’isola del tesoro, il castello di Elsinor, i boschi fatati delle fiabe: microcosmi letterari che rappresentano in modo primario e assoluto il mondo, con le sue insidie e meraviglie inspiegabili. L’artista olandese Johan Peter Hol, invece, ci dà la sua rappresentazione del mondo racchiudendolo tutto in un armadio: ci sembra una specie di soffitta, l’universo da lui creato, pieno di scoiattoli pelosi che si arrampicano su scale faticose, di macchine per cucire alle prese con stravaganti ricami, di lampade che emanano luce fioca e che sono vestite di fiori. Il mondo così come lo vede lui è una camera per i giochi, dimenticata da Dio: “Questa mostra non è il mio libro della verità, o per meglio dire, della luce. Quello che io rappresento è la vita. Ma come il Creatore forgiò il suo diabolico mondo in sei giorni, io penso che a un certo punto, già a metà della settimana, egli abbia perso il suo interesse in esso, trasferendosi in altri universi. E io ho paura che lui si sia completamente dimenticato di noi e di questo splendente armadio, questa camera dei giochi, da lui creata”. Molto naturalistica e allo stesso tempo metafisica, la mostra di Hole si articola in tre ambienti ed è insieme un’installazione (nel senso di un corpo di lavoro unico) ma anche una variegata collezione di suoi lavori più o meno recenti. “L’installazione libera” che riempie l’ultimo ambiente è una squadra di topolini di porcellana che aspettano in riga la loro sorte, in balia dei capricci di Dio, mentre il grande topo nero crocifisso appeso a una parete della seconda stanza, “Sweet Jesus”, ricorda un’opera esposta anni fa al PAC di Milano, il “Negro crocifisso” di Reneè Cox. L’olandese Johan Peter Hol, classe 1964, ha esposto in tutta Europa: il suo lavoro è chiaramente orientato verso il recupero di un bricolage oggettuale. Egli riesce a unire a grandi costruzioni fantastiche, bellissimi oggetti della vita quotidiana, che conferiscono alle sue ambientazioni un richiamo morboso, perverso ma pieno di fascino. Il suo interesse. per l’oggetto d’uso, preso a prestito dalla quotidianità, può essere ricondotto ai primi passi della pop-art ma appare comunque molto originale, forse per l’ispirazione tutta divina della sua opera che è lieve, leggera, spontanea, per niente rovinata da arrovellamenti intellettuali. La mostra è stata curata da Claudio Belforti, promotore del nuovo progetto Vidikon Multimedia, impegnato nell’organizzazione di eventi d’arte contemporanea (visiva e letteraria), e legato a un tipo di cultura antagonista e “underground”.

articoli correlati
C’est la Rivolution! Parigi, Rivoli Art Squat
link correlati
Quotidiana 1998

margherita paz
mostra visitata il 13 febbraio 2003


Johan Peter Hol – “God’s 4gotten closet”
chiusa dal 20 febbraio 2003
Milano, CSOA Cox18, via Conchetta, 18
ingresso libero
orario: dal martedì al giovedì 16.00-20.00
per informazioni: tel 0258105688


[exibart]

Visualizza commenti

  • Si e' dimenticato di LUCIFERO....speriamo che la confusione psichiatrica di fine millennio abbia presto fine.PARDON

Articoli recenti

  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51