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Dal 13 aprile 2000 al 16 luglio 2000 | Tanzio da Varallo | Milano: Palazzo Reale

di - 19 Aprile 2000

L’artista nacque intorno al 1580 a Varallo (Piemonte) da una famiglia di artisti, dopo aver lavorato insieme al fratello Melchiorre a Riva Valdobbia si recò con quest’ultimo a Roma in occasione del giubileo del 1600. Si sa ben poco di questi anni, se non che operò in Abruzzo, a Napoli ed in altri luoghi dell’Italia Meridionale; dal 1616 lo ritroviamo al nord al lavoro al Sacro Monte di Varallo, a Domodossola, a Milano. Morì nel 1633.
Il soggiorno a Roma fu determinate per la formazione per Tanzio, in quegli anni infatti nella città eterna era al culmine della fama Caravaggio, anch’egli settentrionale, verso il quale l’artista avrà non pochi debiti in fatto di stile, in particolare per il chiaroscuro: le masse, le fisionomie, i muscoli, i volumi sono scolpiti ed evidenziati dalla luce.
A differenza però di quelli del Merisi, i dipinti del nostro artista hanno colori vivaci e talvolta cangianti; le figure sono preparate con meticolosi disegni e spesso alle loro spalle si scorgono brani di paesaggio, elemento quasi assente nel Caravaggio.
I soggetti della pittura di Tanzio sono esclusivamente sacri, e vengono trattati con molta fedeltà e aderenza al racconto biblico, o della vita dei santi da cui sono ripresi. Non bisogna dimenticare che l’artista visse in piena Controriforma, ed ai pittori veniva richiesta dalla chiesa un’estrema attenzione a non inserire nel dipinto elementi estranei o addirittura lascivi o sensuali.
Un discorso a parte meritano i ritratti (alla mostra ne ho contati otto), in cui Tanzio dà spazio all’indagine psicologica sul personaggio, e soprattutto con chiaro realismo raffigura i dettagli, i tratti caratteristici, le peculiarità dei visi, senza tentare di idealizzare la persona o di scaricare, addolcire gli eventuali difetti fisici.
Nell’esposizione che ripercorre cronologicamente tutte le tappe della carriera del pittore, si nota una differenza di stile fra i lavori dell’ultimo periodo, avvolti in una luce crepuscolare, con colori più sobri talvolta spenti, costruiti da pennellate più libere, quasi più “sgranati”, e il resto della produzione, in cui le masse sono ben delineate, nitide, le superfici lucide e nette.
Oltre alla mostra può essere interessante visitare, sempre a Milano, due cicli d’affreschi dell’artista: nella chiesa di S. Maria della Pace (appena restaurato), e nella chiesa di Santa’Antonio Abate.


Tanzio da Varallo -Milano, Palazzo Reale, piazza Duomo
13 aprile-16 luglio
orario martedì-domenica 9.30-18.30
lunedì non festivo chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima

Per informazioni, prenotazioni, visite guidate: Ad Artem tel.02/6597728


Michelangelo Moggia

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  • Io moro na Argentina e busco a mi famiglia.
    Prof. Michelangelo Moggia é da famiglia?
    Espere resposta. Un bacio. Prof. Lic. Eduardo Luis Moggia Ph. D.

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