Nel 1980, per rilanciare la Biennale di Venezia, a Milton Glaser (New York, 26 giugno 1929) viene assegnata la parte grafica: il classico Leone di San Marco diventa inquieto, ruggisce; la sua figura sembra in movimento; nel primo piano si nota l’occhio vivo e attento.
Questo artista americano, ancora oggi, continua a coltivare la sua passione per la cultura italiana, iniziata quando, nei primi Anni Cinquanta, una borsa di studio lo ha portato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è divenuto allievo di Giorgio Morandi. Importante è anche la sua collaborazione con Olivetti, negli Anni Settanta: Glaser non nasconde la sua stima per chi, come l’azienda di Ivrea, ha avuto il coraggio di accettare una “pubblicità” così narrativa e così fuori dai canoni.
Esposte alla mostra, fra le opere più significative – e sicuramente più conosciute – ci sono le immagini di Bob Dylan, scuro ma con i capelli colorati; di Elvis Presley, con il suo sguardo languido; di Duke Ellington, in varie fasi della sua crescita e di Mahalia Jackson.
I rapporti di Glaser con il mondo musicale sono costanti, anche quando si deve confrontare con la storia: Bach e Mozart vengono raffigurati come mai prima, in maniera libera e provocatoria.
Negli ultimi anni, l’artista di New York si è dedicato anche all’illustrazione di grandi opere letterarie per le Edizioni Nuages, come “I fiori del male” di Baudelaire (nel 1994) ed il Purgatorio della Divina Commedia (nel 1999).
Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano
Una nuova sessione di vendite interamente dedicate al lusso, tra orologi rari e gioielli. Incluso un Jaeger-LeCoultre "Art Déco" da…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Il Palazzo dei Priori (ex Chiesa di San Martino) di Fermo ospita la mostra che vede protagonista l’artista milanese Federico…
Una mostra monumentale ripercorre oltre sessant’anni di sperimentazione pittorica, dai primi lavori figurativi alle grandi astrazioni che hanno reso Richter…
Alicja Kwade trasforma FOROF, lo spazio di sperimentazione fondato da Giovanna Caruso Fendi. Le opere dialogano con l’architettura storica e…