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Dal 7 luglio 2000 al 22 agosto 2000 | THE SIGHT OF MUSIC | Milano, Museo Teatrale alla Scala

di - 24 Luglio 2000

Le 77 immagini sulla musica americana, distribuite in tre sale, sono accompagnate da didascalie che ripercorrono gli avvenimenti del mondo dei suoni dal 1920 al 1996.
Si viaggia per coppie di decenni, partendo dagli anni ’20 –‘30. Qui, subito si possono vedere litografie che raffigurano i luoghi e gli scenari delle esibizioni dal vivo dei grandi musicisti: in “The Dizzy club” (1931) di Albert Hirschfeld, il movimento di chi balla si contrappone alla staticità degli amanti dell’alcool. Solo un anno prima (1930), nei piccoli club di Harlem, cominciava a cantare Billie Holliday.
Un’altra litografia, “The blues”, di Palmer Schoppe si differenzia notevolmente dalla sua vicina, la xilografia “Jam Session” di Frederick Gerhard Becker: nella prima i quattro musicisti sono composti, nella seconda i cinque elementi “deformati” della band godono nel suonare. Siamo nel 1937 e Gershwin muore per un fulminante tumore al cervello: non aveva ancora compiuto trentanove anni.
Fra il 1938 e il 1940, George Von Physter raffigura un batterista che, nell’atto della rullata, ha un’espressione più che ispirata.

Il 1939, invece, ha l’aria di essere un’annata molto importante, visto che Miles Davis riceve in regalo la sua prima tromba.
Fra le immagini che Reba and Dave Williams hanno selezionato dalla loro collezione per questa mostra, c’è posto anche per i classici come i “Dodici studi per un ritratto di Mozart” (12 serigrafie in una sola cornice) del 1945, anno in cui nasce Keith Jarrett e in cui Miles Davis registra il suo primo disco.
Ogni anno è importante in questo viaggio nella storia della musica americana del XX° secolo, curiosa la coincidenza avvenuta nel 1952: mentre John Cage sperimenta con 4’33’’ la musica del silenzio, nasce John Zorn, altra personalità dei suoni fuori dai canoni e dalle regole.
Le raffigurazioni delle “Jam session” proseguono e si ravvivano con quella di William Sharp del 1959: un gruppo di circa nove elementi è concentrato e scatenato, durante una performance dal vivo.
Facciamo un salto nel 1970, anno in cui Jasper Johns rappresenta il “Disco di Scott Fagan” (litografia a colori). Qui comincia un tragico biennio: Jimi Hendrix e, un anno dopo, Mahalia Jackson e Duke Ellington muoiono.
I visitatori della mostra riescono a superare questo triste passaggio grazie alle vivaci sfumature della serigrafia “Quintet” (1976) di Meyer F. Lieberman e alla rappresentazione sorridente e concentrata di una jazz band, fatta da Romare Bearden nel 1980.

Dieci degli artisti presenti a questa mostra erano essi stessi musicisti. È il caso di Robert Longo, autore della litografia del 1986, “Talking Heads – David Byrne at the Casino”, e di John Cage. Infatti, uno dei privilegi di questa rassegna, è l’occasione straordinaria di poter osservare “Global Village 37-48”, acquaforte e acquatinta del fondamentale compositore di 4’33’’. Nel 1992 Cage muore ma, poco prima aveva detto di sé: “Invecchiando, sto gradualmente imparando ad avere cura di me stesso. Ci ho messo molto tempo, ma penso che quando morirò sarò in perfette condizioni”.
Due opere di Andy Warhol e una di Roy Lichtenstein completano questa affascinante serie di immagini, siamo nel 1996 e, il 15 giugno, muore Ella Fitzgerald.

Luca Gricinella



Fino al 22 agosto.
The Sight of Music, Milano – Museo Teatrale alla Scala (secondo piano) – Piazza Scala, 2 – tel. 02/8879473 .
Orario di apertura: tutti i giorni, ore 9-12 e ore 14-17.
Biglietto d’ingresso: intero £ 6.000; ridotto £ 5.000.
Catalogo a cura di Carlo Maria Cella: gratuito


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