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Finissage | Sonja Quarone, Cuore d’Oriente | Triennale di Milano Spazio Material Connexion, Milano

di - 23 Luglio 2014
L’India secondo Sonja  Quarone ( 1972, Vigevano) non è come la si immagina,  ma diventa un luogo interiore, un  viaggio  verso l’altrove, un presupposto  formale  per 50 scatti inediti e installazioni suddivise in tre sezioni, Architecture & Landscape, Design (E) Motion, People, dal curatore  della  mostra Fortunato D’Amico. Al piano terra della Triennale, nello “Spazio Material ConneXion” si ibridano architettura, paesaggio, corpo e figura e assemblaggi di oggetti in materiali diversi che invitano lo spettatore a riflettere sul pluralismo culturale che caratterizza non soltanto l’India, ma la nostra società globale.

L’autrice trasforma il viaggio in India in una ricerca  personale , in cui rielabora il suo vissuto emotivo in soluzioni formali che mescolano la fotografia documentaristica a scatti  suggestivi in bilico tra realtà e finzione.
Attraverso le sue opere l’autrice indaga cause ed effetti della rivoluzione industriale, del consumismo e della globalizzazione, che non soltanto in India hanno modificato e in alcuni casi polverizzato valori  e tradizioni. Il risultato di tale contaminazione con l’occidente si configura nelle sue inquadrature oniriche, surreali, di architetture diafane e improbabili, come grattacieli a fianco di case tradizionali decadenti e immagini sfuocate di volti, di donne, uomini o bambini, in cui l’assenza degli sfondi valorizza l’espressività, i gesti dei protagonisti, che sembrano sopravvissuti a chissà quale catastrofe. Le sue  tonalità  monocrome fanno levitare le  figure che  sembrano camminare sull’acqua, così le visioni scenografiche di piazze in cui di  si ergono antichi templi carichi di storia accanto a edifici anonimi,  che visualizzano  contrasti  stridenti di un’India in bilico tra passato e presente, dal panorama poliedrico, dove  ogni  singolo elemento geometrico e figurativo diventa traccia di cambiamenti antropologici e sociali. Tra le altre immagini  sono più interessanti  gli scatti stampati  su supporti, tra  cui tessuto, resina e il Krion, che  instaurano misteriose relazioni con antichi  mobili indiani utilizzati per le installazioni fotografiche. Fra  le altre opere  spiccano Vie di fuga, simili a moderne  sindoni  coi volti  stampati su tessuti  adagiati  sulla portantina in legno per elefanti  finemente intarsiata sui  lati. Spicca  la serie di Anime, ritratti di persone di età diverse collocate nelle nicchie della libreria policroma, sul cui retro è inserita la serie Nutrimento, che rappresenta chiostri isolati su spiagge deserte e  persone ritratte nell’atto di cibarsi.
Dalle persone si passa all’inquadratura di una bicicletta,  di  contenitori di latta utilizzati  per il cibo, affiancati  dall’installazione di “latte” realizzate in resina dall’autrice, contenenti  le immancabili spezie e frutta fresca. La  gigantografia su carta da parati Tutto è nel mezzo, contornata  da  numerose fotografie di piccole dimensioni dal titolo Foto ricordo, appartengono alla sezione People, che emana una particolare energia ed evoca le immagini votive ubicate nei templi,come tracce di vissuti.
Quarone  malgrado le suggestive atmosfere indiane,  più o meno estetizzanti  e  rarefatte, con  soggetti fluttuanti in uno spazio immobile, resta imbrigliata nelle sue ossessioni e non va oltre un immaginario prevedibile, però riesce meglio nella sperimentazione di nuovi materiali o supporti stampa che determinano circuiti visivi  interessanti.
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata il 25 giugno
Sonja  Quarone, Cuore d’Oriente
Triennale Milano- Spazio Matrial ConneXion
Orari: martedì-domenica 10.30-13.30/14.30-20 .00

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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