Dodici scatti a colori inaugurano il nuovo cammino di Leonardo Genovese che, abbandonato il bianco e nero degli anni passati, si volge alla scoperta di un inedito e intenso cromatismo.
Dodici foto che rappresentano parvenze, trasparenze, evanescenze, ombre, luci, “asparizioni”, proprio come Caproni intese alcuni suoi testi poetici. Caproni, il poeta alla ricerca di un mondo altro, del senso del nulla.
La fotografia di Leonardo Genovese insegue la precarietà. Attraverso l’armonia, vorrebbe ritrovare il senso dell’esistere, il farsi delle cose, l’apparizione della materia.
Se è difficile per poeti come Caproni e Riviello (altro silenzioso scrutatore del senso della vita) rappresentare l’invisibile con le parole, ancora di più lo è per chi possiede uno strumento meccanico, come il medium fotografico.
E’ solo grazie all’intervento della luce (e in queste ultime creazioni anche del colore), che l’artista riesce a mostrare al pubblico i suoi “frammenti di sogni”. Una luce particolare che da mezzogiorno alle due del pomeriggio (la “controra” della Lucania) colpisce i corpi e li deforma. Una luce che distrugge e crea, che coglie particolari minimi ed essenze apparentemente trascurabili. Ed è, allora, una fotografia del limite che, come la poesia di Caproni, tende al nulla, nella consapevolezza del fluire del tempo, insieme al senso profondo della sacralità della terra.
Gli scatti in mostra sono la conclusione di un lungo e faticoso lavoro.
L’artista evoca immagini rarefatte attraverso un’attenta e continua trasformazione del colore. Opera in divenire la sua che, partendo da altre esperienze in bianco e nero, giunge a questi ultimi risultati sorprendenti, di forte suggestione. I soggetti indefiniti (spesso nature morte reinterpretate) lasciano spazio a paesaggi sospesi, tutte “asparizioni”, in cui lo spettatore si immerge con intensa emozione.
Già da tempo Genovese ci ha indicato il suo percorso, quando ha proposto titoli significativi per le sue esposizioni: Viaggiatori (anche in questo caso il richiamo a Caproni è chiaro), Nil obscurius luce (sintesi di una poetica particolare della luce), L’occidente imperfetto, in cui si coglie la posizione al limite di un uomo che non ama schierarsi con alcuno. Un percorso volto alla ricerca di un luogo immaginario che, fragile e sospeso, sembra prendere forma davanti agli occhi di chi guarda.
giovanna canzi
mostra visitata il 2 febbraio 2005
Leonardo Genovese – Asparizione
Fotografia Italiana
Corso Venezia 22 (20121)
Tel: 02784100 (info)
info@fotografiaitaliana.com
www.fotografiaitaliana.com
orario: da venerdì 4 febbraio a giovedì 10 marzo 2005 dalle 15 alle 19
Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15 alle 19
[exibart]
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