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fino al 10.VII.2008 | Francesco Arena | Milano, Obraz

di - 2 Luglio 2008
La prima personale di Francesco Arena (Genova, 1966) a Milano presenta una selezione di un progetto molto complesso, elaborato nel corso degli ultimi quattro anni.
Una trentina di soggetti sono stati posti davanti a un vetro cieco, senza la possibilità di vedere dalla parte opposta. L’isolamento a cui sono stati sottoposti è anche acustico e il clima surreale è incrementato dall’esposizione di una luce rossa su uno sfondo giallo intenso, che crea un contrasto cromatico acido, nervosamente eccitante e stimolante. Per quarantacinque minuti, il compito dei soggetti è semplicemente quello di respirare mentre sono ripresi dalla parte opposta del vetro, da una telecamera diretta dallo stesso Arena e che ovviamente i protagonisti dei video non possono vedere.
L’illusione che doveva generarsi era quella di un isolamento intimo, quasi psico-analiticamente ipnotico. Infatti, dopo poco tempo, tutti facevano emergere, manifestandoli in modo progressivamente più accentuato, i propri disequilibri emotivi in termini di aggressività, debolezza, erotismo, megalomania, insicurezza.

È questo che ad Arena interessa registrare: il punto in cui viene perso il controllo. Per questo, dei quarantacinque minuti, è isolato ogni volta solo un terzo, quello più significativo, e dei trenta soggetti sono rientrati nel progetto finale solo i venti il processo di “sganciamento” dal proprio io sociale è riuscito.
Ad accentuare le varie emotività concorre la componente sonora, con venti musicisti di livello internazionale interpellati dall’artista per comporre ciascuno un brano dedicato a un video. Si tratta di musica elettronica, sperimentale, ambient, abbinata in modo biunivoco a ogni soggetto. La galleria Obraz ha operato una selezione di quattro video, per un’ora complessiva di proiezione, con Cirqular (Giappone), Maria Castro (Francia), Coniglioviola (Italia) e Act Noir (Italia).

Dagli stessi quattro video sono stati estratti e stampati alcuni still, montati in sequenza come mini-composizioni per non perdere, per quanto possibile, il senso della ripresa live. Sulle stampe sono state digitalmente aggiunte frasi attinenti al concetto fisico e metaforico del respiro tratte dalla letteratura classica, da Wilde a D’Annunzio, allo scopo di creare un ponte con un concetto di storia che può anche essere intesa come storia personale, intima.


carolina lio
mostra visitata il 21 giugno 2008


dall’undici giugno al 10 luglio 2008
Francesco Arena – Respiri
Galleria Obraz
Vicolo Lavandai, 4 (zona Navigli) – 20144 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 11-13 e 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0287394007; fax +39 1782783265; info@obraz.it; www.obraz.it

[exibart]

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